Si consideravano correlate già secoli fa:

“Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”
Ippocrate

Oggi questa correlazione non è sempre presa in considerazione, purtroppo nemmeno da alcuni medici.

Alcune persone semplicemente non ci credono, ad altre può non piacere oppure non gli conviene, perché credere che il cibo sia strettamente collegato con la nostra salute, può voler dire dover mettere in discussione le proprie abitudini (e a volte stravolgerle).

Eppure la consapevolezza che una dieta sana possa aiutare a prevenire l’insorgenza di alcune patologie e che la salute e l’alimentazione siano strettamente collegate, è diventata sempre più evidente nel corso degli anni. Sono innumerevoli le situazioni che ci confermano la stretta relazione che esiste tra la sostanza che assumiamo e la risposta del corpo fisico; per esempio c’è chi, bevendo una spremuta d’arancia o un caffè la sera, fatica ad addormentarsi.

In questo caso la reazione è molto evidente e piuttosto veloce. In altre situazioni la risposta può passare inosservata, molto blanda oppure molto lenta.

Ad ogni modo, qualsiasi elemento venga assunto per via orale, questo entra in stretto contatto con il corpo e in una certa misura diventa parte del corpo.

In tanti frangenti anche i medici asseriscono che una dieta corretta riesce a prevenire e limitare il decorso di talune malattie. Basti pensare al classico consiglio di evitare cibi grassi in caso di malattie cardiache o al consiglio di evitare grassi e sale quando si soffre di colesterolo.

Cosa s’intende realmente con il termine “dieta”?

Guardiamo più nel dettaglio l’accezione corretta del termine dieta: “dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita. Vuol dire «modo di vivere», in particolar modo nei confronti dell’assunzione di cibo” (fonte wikipedia).

Diventa chiaro che l’alimentarsi non è solo il gesto meccanico di portare cibo alla bocca e inghiottirlo, ma collima con tutto ciò che siamo, con il nostro modo di vivere, le nostre abitudini e i nostri valori.

 

 

Il professore di alimentazione Michael T. Murray, del John Bastyr College of Seattle (USA) scrive: “le ricerche scientifiche più recenti hanno fornito prove inconfutabili sul rapporto tra cibo e salute. Se alcuni alimenti possono provocare malattia, sono numerosissimi quelli in grado di prevenire e, in molti casi, guarire una grande quantità di disturbi, fin dalla più tenera età”.

 

Cosa dicono i mass media? Quale messaggio passano le pubblicità?

Anche la pubblicità utilizza ampiamente il concetto che il cibo che ingeriamo porta delle conseguenze benefiche al nostro corpo e alla nostra salute.

Vediamo per esempio alcuni slogan:

  • “UNA TRIPLA AZIONE PER IL TUO BENESSERE. Da Multicentrum nasce MyOmega3, integratore alimentare a base di soli Omega3 per la funzione cardiaca, cerebrale e visiva.”
  • “RIACTIVATI OGNI GIORNO. Activia contiene l’esclusivo Bifidus Actiregularis, che aiuta l’equilibrio della flora intestinale.”
  • “LATTE PARMALAT ELYSIR Latte Elysir è il latte di Parmalat che ti aiuta a sentirti vitale e pieno di energia fin dal mattino. I suoi preziosi nutrienti uniti alle benefiche proprietà del latte fanno di Latte Elysir un alimento equilibrato per te che vuoi sentirti in forma ogni giorno.”
  • “DANACOL FUNZIONA! Grazie agli steroidi vegetali riduce il colesterolo fino al 10% in tre settimane. Non dimenticarlo: hai un solo cuore!”

Questi slogan contengono un concetto molto chiaro: se assumiamo cibi di qualità e contenenti nutrienti essenziali siamo più in forma e possiamo migliorare il nostro stato di salute.

Le pubblicità di questo tipo funzionano perché dicono un’assoluta verità: il cibo è la nostra medicina!

Purtroppo però in molti casi viene utilizzata una verità per enfatizzare una qualità che nasconde una grande menzogna; una gran parte dei prodotti che sono pubblicizzati come sani e naturali in effettivo non lo sono, o perlomeno non completamente!

Attenzione! Questo accade anche per alcuni cibi preconfezionati che presentano la gemma Bio. La gemma non indica necessariamente il prodotto finale, bensì alcuni elementi al suo interno.

Per questo motivo è importante sempre leggere le etichette e controllare gli ingredienti; se all’interno di un prodotto ci sono additivi, coloranti, esaltatori di sapidità, OGM, conservanti, … allora non sono né naturali né sani!

 

Quali processi avvengono quando ingeriamo qualcosa?

Ora torniamo a pensare a cosa succede quando mangiamo.

Di regola mangiamo in modo automatico, senza pensare al miracolo che avviene quando lo facciamo, ma se ci pensassimo scopriremmo che il cibo che ingeriamo si trasforma dentro di noi, con un processo alchemico, e diventa parte del nostro sangue, entra nelle nostre cellule e diventa pure parte delle nostre cellule.

Per questo noi siamo essenzialmente ciò che mangiamo.

Il nostro corpo utilizza poi le molecole derivanti dal nutrimento che assorbe per svolgere le sue funzioni, per ripararsi e per rigenerarsi.

Considerata la relazione tra ciò che ingeriamo e il benessere di tutte le cellule del nostro corpo ne consegue che, per vivere bene e a lungo, bisogna nutrirsi di alimenti di qualità e ricchi di nutrienti essenziali al nostro organismo.

Purtroppo, soprattutto nei paesi occidentali, l’abitudine a consumare cibi raffinati, ricchi di grassi e di zuccheri è arrivata a livelli tali che in qualche misura ne siamo diventati dipendenti.

È vero che lo stile e i ritmi di vita di molte persone sono tali da non lasciare spazio ad una dieta alimentare consapevole e sana. O meglio, gli stili di vita frenetica, il poco tempo che abbiamo sulla pausa pranzo e la stanchezza che spesso ci portiamo appresso, ci portano a consumare ancora di più cibi preconfezionati, cibi veloci, ricchi di materie prime molto raffinate e di tutta una serie di sostanze chimiche (additivi, conservanti, coloranti e altro).

Cosa offriamo al nostro corpo con un’alimentazione di questo tipo?

Una dieta che prevede la prevalenza di questi prodotti fornisce all’organismo solamente delle “calorie vuote”.

Con questo termine si intende indicare l’apporto energetico fornito da alimenti che, pur apportando molte calorie all’organismo, risultano poveri (o vuoti) di micronutrienti quali vitamine, sali minerali e antiossidanti in genere che sono valori nutritivi essenziali alle nostre cellule per rigenerarsi e duplicarsi al meglio.

Una caloria vuota è quindi identica ad una caloria tradizionale nel senso che apporta la stessa energia, ma è tendenzialmente poco salutare e sicuramente poco nutriente per il corpo.

Come viviamo al giorno d’oggi? Quanta importanza diamo al nutrimento che assumiamo? Quanto spazio dedichiamo alla preparazione degli alimenti che consumiamo? Sappiamo cosa contengono le vivande che mangiamo? Siamo a conoscenza degli effetti delle sostanze contenute nei cibi che ingeriamo regolarmente? Sono domande, queste, che dovremmo farci e che potrebbero indurci a cambiare rotta.

 

 

Scegliere di alimentarsi in modo sano e qualitativo significa prendersi la responsabilità del proprio corpo e del proprio benessere.

Una dieta variegata permette di assumere maggiori nutrienti differenti e quindi risulta più completa. Con questo non intendiamo in questo articolo essere pro o contro carne, latticini, prodotti animali, o altro. Non vogliamo disquisire su quale sia la corrente migliore da seguire (onnivora, vegetariana, vegana, crudista, …), ma vogliamo mettere l’accento sul consumo consapevole e responsabile di ciò che poi sarà sulla nostra tavola e vogliamo porre l’attenzione sull’importanza di offrire tutti i nutrienti essenziali al nostro corpo e quindi alle nostre cellule.

Le esigenze dell’organismo devono essere sempre soddisfatte, di conseguenza gli alimenti dovrebbero essere assunti con la consapevolezza del loro valore nutrizionale e del relativo apporto di sostanze nutritive e funzionali, allo scopo di trarre vantaggio dalle loro proprietà intrinseche e non con la sola consapevolezza di quante kcal contengono.

E allora come deve essere questo cibo affinché sia davvero nutriente e salutare?

Il più naturale e semplice possibile! Meglio che provenga da piccoli produttori e magari anche locali (km 0), in quanto spesso queste piccole realtà lavorano in modo attento anche quando non hanno la gemma Bio. Inoltre quando si conosce il produttore si può chiedere direttamente come vengono trattati i cibi o le coltivazioni. In questo modo possiamo essere sicuri di ciò che mettiamo in tavola e aiutiamo contemporaneamente l’economia locale.

 

Articolo di Barbara Lupi

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