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14 Mag

Bagni Derivativi: Proprietà e Benefici.

In Bloom & Blog,La Farmacia Della Natura by Stella Bellomo / maggio 14, 2018 / 0 Comments

“Il bagno derivativo è semplice ed efficace come può essere il latte materno per il neonato.” France Guillain

Che cos’è il bagno derivativo?

Come indica l’etimologia del suo nome, il bagno derivativo fa “derivare e transitare” le molecole in eccesso che abbiamo nel nostro organismo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue oppure ossa, al fine di eliminarle.

Il bagno derivativo fa quindi ritornare, lentamente, le eccedenze inutili lì dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di espellerle dall’organismo.

Tutto questo fondamentalmente abbassando la temperatura corporea interna rinfrescando la zona inguinale.

Il bagno derivativo è una competenza arcaica che è stata spesso dimenticata con il progresso della scienza e verso la quale, solo recentemente, la ricerca scientifica sta tornando ad interessarsi.

A che cosa serve il bagno derivativo?

Quella dei bagni derivativi è una tecnica naturale non solo semplice, ma anche economica, per mantenere ‘pulito’ il nostro corpo ed evitare accumuli che, a lungo andare, possono provocare la comparsa di disturbi e patologie.

Una pratica quotidiana naturale che permette al nostro corpo di recuperare le sue ottimali capacità di buon funzionamento, attivando principalmente la circolazione di dei grassi fluidi presenti nel nostro corpo.

I grassi fluidi o grassi bruni sono molto importanti e hanno diverse funzioni fondamentali:

1. eliminano i grassi densi e dannosi

2. proteggono da caldo e freddo e impediscono la ritenzione idrica

3. funzionano da carburante ‘meccanico’ naturale

4. assicurano il costante nutrimento di organi, muscoli e ossa

5. consentono di evacuare dal corpo le scorie del nostro organismo

6. consentono di eliminare gli agenti inquinanti

7. contengono dei precursori ormonali che regolano tutto il nostro sistema ormonale

8. contengono milioni di cellule staminali capaci di riparare le diverse parti del nostro corpo

Come fare un bagno derivativo?

Si chiama ‘bagno’ perché in passato lo si faceva con l’acqua.

Ci si è poi resi conto che l’elemento più efficace è il freddo, ed è quindi stata creata una poche o tasca di gel refrigerante conosciuta anche come poche Yokool o fondello di gel, che si è dimostrata una valida alternativa al tradizionale bagno derivativo.

Metodo 1:

Vi occorre una spugna naturale, acqua fresca e un bidè!

Il procedimento è molto semplice, bisogna rinfrescare da 10 minuti a 30 minuti la zona inguinale (entrambi i lati) con leggere frizioni da effettuare a partire dall’inguine e verso l’ano, quindi dall’alto verso il basso.

Cose molto importanti durante questa pratica sono:

tenere il resto del corpo caldo (in particolare i piedi)

effettuare i bagni derivativi lontano dai pasti.

Grazie alla frizione e al conseguente raffreddamento delle zone intime si contribuisce a riattivare circolazione, sistema linfatico e digestivo, aiutando così il fisico ad eliminare le tossine.

Per avere un effetto duraturo ed ottimale è necessario dedicare un po’ di tempo ai bagni derivativi ogni giorno, aumentando gradualmente la durata del trattamento (che comunque dipende da età e peso della persona che lo effettua), evitando di fare doccia o bagno subito dopo, facendo attenzione invece a mantenere la propria temperatura corporea sufficientemente calda creando così contrasto con la zona frizionata.

Può sembrare un metodo risolutivo troppo semplice, troppo facile a dirsi, perché in questa definizione c’è qualcosa di quasi miracoloso ai nostri occhi. 

La ricerca scientifica e medica è talmente avanzata oggi che ci è difficile comprendere, accettare una pratica così semplice come qualcosa di efficace e utile.

Metodo 2:

Vi occorrono una o più poche refrigeranti.

Le poche refrigeranti possono essere portate sotto gli indumenti e permettono di impiegare meglio il tempo dedicato al bagno derivativo.

Perché siano efficaci bisognerebbe usarle tre ore al giorno, ma se fa molto caldo possono essere applicate tutto il giorno senza limite.

Raffreddate il perineo non le cosce.

La poche deve essere cambiata quando non si sente più frescura, per questo è ottimale averne più di una a disposizione.

Il bagno derivativo ha effetti ancora più rapidi nei bambini.

Attenzione! Il bagno derivativo NON è una medicina. Non pretende di guarire qualcosa. Si tiene a precisare che si tratta esclusivamente di benessere e non di cure mediche o guarigione.

Articolo di Stella Bellomo per Bloom Sisters Sagl

10 Mag

Le Api: Che Insetti Meravigliosi!

In Bloom & Blog by Stella Bellomo / maggio 10, 2018 / 0 Comments

“Se l’ape scomparisse, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”, affermava Albert Einstein.

Vi siete mai chiesti perché?

Perché Einstein ha detto questa frase?

Perché le api sono instancabili impollinatrici…

e se non esistessero più, infatti, quello che verrebbe a mancare non sarebbero soltanto il miele, la cera, il polline o la propoli, ma scarseggerebbero molti più prodotti di quanti possiamo immaginare, generando un incredibile impatto sull’ecosistema.

Sarebbero molto difficili da trovare: mele, carote, limoni, angurie, agrumi, pere, mandorle, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole, colza, cipolle, cetrioli, sedano, cavoli, cavolfiori, broccoli.

Le piante di questa lista stilata da Focus, sono piante la cui produzione dipende, in parte o integralmente, dall’impollinazione fatta dalle api.

Delle 100 colture che costituiscono il 90% della produzione mondiale di cibo, ben 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api!

Per avere un’idea dell’impatto che ha, il lavoro delle api, sulle nostre tavole, basta pensare che, solo in Europa, ben 4 mila diverse colture crescono grazie a loro!

Inoltre, la mancanza di impollinazione da parte delle laboriose api ha delle conseguenze anche sugli allevamenti perché, se non ci fossero, verrebbe a mancare il foraggio per gli animali che si nutrono di erba medica o trifoglio.

Esistono in natura migliaia di specie di api: piccole, grandi, solitarie o comunitarie e ognuna ha abitudini diverse.

Ci sono api che fabbricano nidi nella terra o in tronchi di albero, altre che costruiscono nidi di fango o di un materiale simile alla carta e ce n’è persino una specie che abita nelle conchiglie vuote delle lumache.

In una famiglia di api comuni possono esserci dalle 2000 alle 60.000 api operaie, che hanno ognuna mansioni differenti.

C’è chi prepara da mangiare, accudisce la regina, i fuchi e le piccole api. Chi costruisce, ripara e tiene pulita la casa, chi la scalda o la rinfresca. Chi procura il cibo, chi difende la famiglia.

Le api operaie lavorano talmente tanto che vivono solo un mese, massimo un mese e mezzo. Ma possono arrivare ai 5 o sei mesi se nascono in autunno.

Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per evitare la moria delle api?

Un’idea che sta prendendo piede è quella di  allevare le api in grandi città come in piccole aree urbane.

Nonostante l’inquinamento, sembra che le api si sappiano adattare all’ambiente urbano e producano il miele succhiando il nettare dai fiori dei viali e dei giardini.

Questa attività si chiama apicoltura urbana e prevede l’installazione di  arnie sui tetti delle case e dei palazzi.

Pensate che a Parigi esistono più di 300 arnie di apicoltori urbani capaci di produrre più di 50 kg di miele, poco meno a New York.  A Londra, invece, le arnie sono già più di 2000! (Fonte : Focus)

Si possono aiutare le api anche seminando piante e fiori per dare loro nutrimento e riparo oppure costruendo un vero e proprio alveare per api selvatiche.

Articolo di Stella Bellomo per Bloom Sisters Sagl

27 Apr

Le Coppette Mestruali

In Vita Da Mamme by Stella Bellomo / aprile 27, 2018 / 0 Comments

Una Sana Alternativa all’Uso di Assorbenti e Tamponi.

Nei paesi industrializzati ogni donna consuma nell’arco della sua vita circa 17.000 tra assorbenti igienici e tamponi.

Una scelta che ha pesanti conseguenze sia sulla salute personale di chi li indossa, che sull’ambiente, in quanto sono prodotti realizzati con l’uso di candeggianti, cloro e altre sostanze potenzialmente nocive.

Inoltre, per aumentare la capacità di assorbenza, viene spesso adoperato il rayon che rilascia diossine prima nell’organismo umano, poi nell’ambiente.

Nelle coltivazioni di cotone utilizzato per produrre i tamponi, si fa largo uso di pesticidi e lo stesso vale per gli assorbenti esterni, che spesso presentano anche un ulteriore rivestimento esterno sintetico che non è biodegradabile e può irritare la pelle.

Anche il loro smaltimento crea poi all’ambiente non pochi problemi.

Tamponi e assorbenti rappresentano il 75% delle cause di intasamento delle fogne con conseguenze devastanti per l’inquinamento marino.

Quali alternative sane ed ecologiche abbiamo?

Una delle più valide alternative agli assorbenti e ai tamponi è rappresentata sicuramente dalle coppette mestruali!

ph credit Donna Fanpage

Le coperte mestruali sono piccole coppe in silicone 100% anallergico e completamente ecologiche.

Ne esistono di diverse marche, ma quella più diffusa è la MOONCUP,  creata in Inghilterra “da un gruppo di donne…per le donne”.

Le coppette in silicone possono durare oltre 10 anni e oltre al vantaggio di essere ecologiche per l’ambiente, traducono il piccolo investimento iniziale in un risparmio non indifferente, come minimo il prezzo di 120 confezioni di assorbenti monouso.

Un’altra valida alternativa sono gli assorbenti (o mutandine) in panno lavabile.

ph credit pianeta donna

È il metodo che utilizzavano le nostre nonne e non solo. Ne esistono in commercio diversi tipi, colorati o con tanto di ali salvaslip incorporate.

Hanno come svantaggio principale quello di doverli poi lavare, ma rappresentano comunque una soluzione naturale e molto economica, soprattutto se, proprio come le vostre nonne, decidete di farveli da sole.
In tal caso basta procurarsi un po’ di spugna naturale e dei panni di cotone (potete usare anche vecchie lenzuola), stare attente con le cuciture e, per il resto, il risparmio è assicurato.

Se proprio non riuscite a rinunciare agli assorbenti esterni usa e getta, potete optare per quelli ecologici realizzati in cotone biologico al 100%.

Si trovano facilmente nei negozi forniti di prodotti naturali e nelle farmacie o erboristerie.

Questo tipo di assorbenti ecologici e totalmente biodegradabili non contengono le sostanze chimiche che producono la sindrome da shock tossico e non sono prodotti con l’uso di cotone geneticamente modificato.

Essendo compostabili possono inoltre essere buttati nel cesto dell’umido.

26 Apr

Dolori Mestruali: Tre Rimedi Naturali per Alleviarli

In Vita Da Mamme by Stella Bellomo / aprile 26, 2018 / 0 Comments

Ogni mese, più o meno a distanza di circa 28 giorni, il corpo di ogni donna in età fertile, le chiede di concedersi un momento di riposo, come avviene in una vera e propria fase di rigenerazione e purificazione.

Un breve periodo di circa 3-5 giorni in cui è richiesta anche maggiore cura dell’alimentazione ed il ricorso ad alcuni semplici rimedi naturali che possono rappresentare un’ottima occasione per prendersi maggiormente cura di sé stesse ed accogliere i giorni delle mestruazioni con uno spirito del tutto nuovo.

I dolori mestruali possono rappresentare dei piccoli fastidi sopportabili per molte donne, ma trasformarsi in disturbi debilitanti e magari molto dolorosi per altre, che possono sentirsi disagiate, irritabili e indisposte da essi nel corso dei giorni del ciclo.

Ci sono alimenti, erbe e prodotti naturali che possono migliorare e addirittura risolvere questi dolori e piccoli o grandi fastidi? Scopriamoli insieme!

3 Rimedi naturali per alleviare i dolori da mestruazione:

1) Tisane

Sfruttano al massimo le proprietà curative delle piante alleviando il gonfiore e i dolori e regalando una sensazione di relax e benessere generale, che può contribuire ad affrontare al meglio i giorni del ciclo.

Tra le erbe e le spezie a cui potrete fare ricorso per la preparazione di tisane da consumare due o tre volte al giorno (calcolando una dose di erbe o spezie di due cucchiaini per tazza) vi sono:

Camomilla: due cucchiaini di capolini secchi per ogni tazza.

Foglie di lampone: già a partire da due o tre giorni prima dell’arrivo del ciclo

Zenzero: un cucchiaino di zenzero in polvere da versare in ogni tazza d’acqua bollente.

Cannella: nelle stesse dosi dello zenzero, aiuta in caso di flusso abbondante

2) Pediluvi

Il pediluvio è una pratica che può alleviare i crampi mestruali.

Può essere realizzato sciogliendo due cucchiai di senape in polvere in un catino d’acqua calda. Altre spezie o erbe aromatiche adatte a tale impiego sono la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano e il timo.

Dopo il pediluvio i piedi possono essere massaggiati con gel d’aloe vera, per prolungare il momento di relax.

3) Compresse (da applicare)

Per preparare una compressa da applicare in caso di dolori mestruali, si lascia in infusione un pezzetto di radice di zenzero grattugiato in acqua bollente per circa un quarto d’ora.

Poi, dopo che l’infuso si è raffreddato si immerge nel liquido un panno di cotone che dovrà essere strizzato e applicato sull’addome.

Si tratta di un metodo che permette di alleviare i dolori causati dai crampi mestruali e che, soprattutto, costringe ogni donna a concedersi un momento di riposo, spesso richiesto dall’organismo durante i giorni del ciclo.

L’infuso di zenzero può essere sostituito da un infuso di camomilla.

 

fonte: greenme

19 Apr

Cibi Fermentati: Alimenti dalle Incredibili Proprietà e Benefici

In Cucina Sana e Sfiziosa by Stella Bellomo / aprile 19, 2018 / 0 Comments

 I cibi e le bevande fermentate sono utilizzati fin dai tempi antichi e sono molto salutari!

Oltre a essere molto adatti per conservare più a lungo alimenti facilmente deteriorabili, sono utili per facilitare la digestione

e per garantire il benessere dell’apparato digerente e per rafforzare il sistema immunitario.

 Scopriamo insieme alcuni esempi di alimenti fermentati con i quali arricchire la nostra dieta:

Yogurt

Lo yogurt è uno degli alimenti fermentati oggi più conosciuto.

 Ottenuto a partire sia dal latte vaccino che dal latte vegetale, in particolar modo dal latte di soia, lo yogurt è unalimento particolarmente ricco di probiotici.
Si può  preparare in casa, anche nella versione vegetale e se fresco è ricco di fermenti vivi che aiutano la digestione.

Kefir

Il kefir è una bevanda fermentata che viene preparata a partire dal latte o dall’acqua grazie a speciali granuli che ne consentono la fermentazione.

È una bevanda rinfrescante e salutare, ricca di fermenti lattici e probiotici vivi e benefici.

 Si può preparare il kefir anche con il latte vegetale, ad esempio latte di riso o latte di soia. Contribuisce al buon funzionamento dell’intestino e dell’apparato digerente.

 Tempeh

Il tempeh è un alimento a base di soia fermentata. È molto ricco di proteine e di isoflavoni, che rafforzano le ossa e proteggono il cuore.
Per secoli è stato una delle fonti principali di proteine per le popolazioni dell’Indonesia.
Potrete preparare in casa il tempeh a partire dai fagioli di soia gialla e da uno speciale starter da acquistare su internet.
 
ph credit home remedy hacks

Kombucha

Il tè kombucha è considerato un vero e proprio elisir di lunga vita.

 È una bevanda di origine orientale, giunta in Europa dalla Cina e dalla Russia. Si ritiene che faciliti la digestione, aiutando soprattutto il lavoro dello stomaco e della milza. Viene esaltata soprattutto la sua attività probiotica con un azione benefica per l’intestino. È considerato utile per chi soffre di calcoli renali.

 Kimchi

Il più famoso alimento coreano, il Kimchi  si prepara attraverso la fermentazione del cavolo cinese o di altri ortaggi come il cavolo verza e il daikon, la ricetta poi (pare che ce ne siano circa 200!) può subire variazioni in relazione alla zona della Corea dove viene preparato.

Oltre a questi ortaggi, prevede l’uso di peperoncino rosso, aglio, zenzero e cipollotti freschi.

ph credit the kitchn

 Miso

Il miso è un condimento naturale molto antico.
Viene utilizzato soprattutto in Giappone e in Cina.

È un prodotto fermentato a base di soia, cereali e sale marino integrale.

Si presenta sotto forma di una pasta marrone molto saporita. È utile soprattutto per sostituire il comune dado vegetale nella preparazione di brodo, minestre e risotti. Regola le funzioni intestinale e aiuta a rafforzare il sistema immunitario.

 Crauti

I crauti sono un cibo fermentato tipico soprattutto di Paesi come l’Austria e la Germania.
Li potrete preparare in casa più facilmente se avrete a disposizione un pressaverdure. Come per ogni tipo di conserva fatta in casa, è importante sterilizzare molto bene i vasetti in acqua bollente. I crauti sono ricchi di vitamine e di sali minerali, inoltre aiutano la digestione, come una vera e propria medicina naturale per l’intestino.

 Verdure latto-fermentate

Potrete preparare in casa le verdure lattofermentate per ottenere una vera e propria giardiniera in modo semplice ed economico.

Tra gli ingredienti di partenza potrete utilizzare verdure miste differenti a seconda delle stagioni, come pomodori, peperoncini e carote, ma anche cavolfiore, sedano e cipolle. Vi serviranno anche sale e erbe aromatiche.

ph credit janette healthy living

Pasta madre

La pasta madre è un lievito che nasce dalla fermentazione naturale e che vede come ingredienti principali acqua e farina.

La pasta madre ci permette di rendere più nutriente e benefico il pane preparato in casa.

Inoltre, l’utilizzo della pasta madre nella panificazione rende il pane e le altre preparazioni casalinghe, come pizze e focacce, molto più digeribili.
Lo potete utilizzare per sostituire il lievito di birra negli impasti a lunga lievitazione.
Fonte greenme
10 Apr

Nutrizione e Salute: il Ruolo del Microbiota

In Bloom & Blog by Barbara Lupi / aprile 10, 2018 / 0 Comments

Perché alcuni alimenti possono sostenere lo “star bene”, mentre altri agiscono in senso opposto e addirittura mettere a rischio lo stato di salute?

Il mondo della medicina, e della gastroenterologia in particolare, ha assistito negli ultimi anni a una rapida evoluzione delle conoscenze in campo nutrizionale e alimentare. Grazie a ciò, è stato possibile comprendere molti meccanismi che rispondono a questa domanda.

A partire dal 2000, con la possibilità di decodificare il DNA avviene una grande svolta e si gettano le basi per la migliore conoscenza anche dei batteri presenti nel nostro intestino, oggi correttamente definiti “microbiota intestinale”.

Dato il numero esorbitante di microorganismi presenti nel corpo di una persona ci si è chiesti inizialmente chi fosse più importante: loro o noi? Ma alcuni ricercatori hanno proposto di parlare di superorganismo, studiando quindi l’insieme formato da essere umano e microbiota.

Grazie a questo approccio rivoluzionario oggi sappiamo che lo stato del microbiota è in grado di condizionare, sia in meglio sia in peggio, la salute di tutto l’organismo: vale a dire non solo dell’apparato gastrointestinale, ma anche di quello cardiocircolatorio, respiratorio e dei sistemi immunitario e metabolico.

Il microbiota sano, inoltre, compete con i batteri patogeni e ne impedisce l’insediamento, fungendo perciò da “antibiotico fisiologico” messo in campo dall’organismo stesso.

A differenza dei farmaci, però, il sistema immunitario gastrointestinale identifica ed elimina soltanto i microrganismi patogeni e le tossine lesive, senza distruggere i batteri benefici abitualmente residenti.

Per fare sì che questo rapporto affascinante e complicato funzioni, però, la barriera intestinale dev’essere integra e il microbiota in salute.

Qui il cerchio si chiude, tornando all’assunto di partenza:

come gestire il binomio alimentazione e nutrizione, volto al mantenimento del benessere e della salute?

L’alimentazione corretta che difende il microbiota è diversificata ed equilibrata!

Così da garantire un microbiota sano, abbondante, in cui sono presenti e proliferano più generi e famiglie (phylum).

Un’alimentazione ricca in contenuto di fibre e basso indice glicemico con cereali diversi come frumento, riso, mais, avena, farro, Kamuth, con frutta, verdura, legumi e jogourth fornisce i substrati ideali per la proliferazione di batteri “buoni”, come i lattobacilli e bifidobatteri.

Anche pesce, carne, formaggi, oltre a fornire proteine nobili e oligoelementi come zinco e selenio, stimolano la proliferazione di batteri altrettanto importanti.

I menù ricchi di cibi che contengono già batteri «benefici» oppure i loro nutrimenti sono interessanti da introdurre nella propria dieta alimentare.

Spazio anche ai grassi, ma quelli «buoni»: gli omega-3 e gli acidi grassi insaturi, contenuti in avocado, olive, frutta secca, noci, burro di noci naturali, pesci come salmone e perfino il cocco.

Vietati, invece, i cibi raffinati e quelli pronti, vale a dire derivati da una lunga lavorazione industriale che ne impoverisce il contenuto di minerali e proteine presenti nelle materie prime di partenza.

Lo zucchero bianco, per esempio, è uno di questi alimenti «off limits». Oggi ci sono diverse alternative allo zucchero raffinato.

Vietata, infine, anche la farina 00 (o perlomeno da concedersi solo raramente), tra i prodotti più raffinati.

Detto questo è indispensabile aggiungere che è nell’equilibrio di questi nutrienti e nel frazionare i pasti che si gioca la partita della salute.

Un’alimentazione ampia nella scelta, onnivora, che segue il frazionamento in 5 occasioni tra prima colazione, snack, pranzo, merenda e cena), che rispetti gli orari e i tempi dei pasti, si armonizza inoltre con i ritmi circadiani che governano i tempi della digestione, dell’assorbimento e del metabolismo.

Di sicuro ci vuole pazienza per cambiare davvero regime alimentare, ma poi la forza di volontà diventa un’abitudine automatica.

Più ci alimentiamo meglio e meno avvertiamo il desiderio di cibi “sbagliati” ed evitiamo episodi di fame nervosa: sono infatti i prodotti raffinati, zucchero e grassi insaturi, di origine animale, ad alimentare i microorganismi della famiglia dei “firmicutes”, i quali, a loro volta, moltiplicandosi, richiedono all’organismo gli stessi prodotti.

Articolo di Barbara Lupi

 

Fonti:
– “Vuoi dimagrire davvero? Inizia educando i tuoi batteri” Articolo di Marco Pivato in TUTTO SCIENZE E SALUTE

– “Intestino, nutrizione e salute: il ruolo del microbiota e dei recettori del gusto” Articolo di Luca Piretta Università Campus Biomedico, Roma; Membro SISA, Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione

09 Apr

Il Microbiota Intestinale

In Bloom & Blog by Barbara Lupi / aprile 9, 2018 / 0 Comments

Un microbiota sano ed equilibrato è fondamentale!

Il nostro corpo è popolato da un grandissimo numero di batteri — si stima che per ogni cellula umana ce ne siano dieci batteriche — che sono variamente distribuiti nell’organismo, anche se gran parte di questi si situano nell’apparato digerente. L’insieme di questi batteri viene chiamato microbioma.

Oggigiorno il ruolo del microbiota intestinale viene rivalutato dalla classe medica e negli ultimi anni la ricerca scientifica sta dedicando particolare attenzione a questi microrganismi, che colonizzano il nostro corpo dalla nascita e ci accompagnano per il resto della nostra vita.

Il microbiota assolve numerose funzioni come:

produzione di metaboliti, regolazione del sistema immunitario, metabolismo e assorbimento di nutrienti, funzione di barriera, immunostimolazione e immunotolleranza, sintesi di vitamine, digestione e metabolismo di farmaci e tossine.

Inoltre, un microbiota in disequilibrio sembra essere implicato in molte patologie, da quelle neurodegenerative a quelle metaboliche, sino al cancro.

Quando si alterano gli equilibri del super-organismo si parla anche di disbiosi e questa crea tutta una serie di conseguenze, fra cui una subdola infiammazione cronica che è poi il terreno di base per numerosi disturbi e per le malattie, anche quelle degenerative.

La maggior parte del microbiota nel tratto gastrointestinale è rappresentato da batteri anaerobi e, sebbene siano stati descritti più di 50 phyla batterici, sono 2 quelli che predominano: Bactéroidetes e Firmicutes.

Anche il sovrappeso è una delle conseguenze visibili dettata dal disequilibrio della flora intestinale!

Se c’è un esubero di Firmicutes spesso si osserva anche un aumento del peso.

Questi microorganismi attivano gli enzimi responsabili dello stoccaggio del grasso, favoriscono e stimolano la secrezione degli ormoni della fame, aumentano la dimensione delle cellule del grasso, chiedono un costante aumento di calorie alimentari e si “cibano” principalmente di zuccheri e cibi raffinati.

Se c’è un esubero di Bactéoidetes allora probabilmente si osserva anche una forte magrezza o addirittura sottopeso.

Questi microorganismi limitano l’assimilazione delle calorie superflue, inibiscono gli enzimi responsabili dello stoccaggio del grasso, reprimono l’appetito e favoriscono gli ormoni della sazietà.

Un recente studio, nato dalla collaborazione fra il Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona e la Monash University, in Australia, ha dimostrato che i batteri intestinali sono in grado di mandare messaggi direttamente al cervello.

Questo implica che a volte sentiamo il bisogno di mangiare qualcosa di dolce non solo per pura golosità, ma bensì perché una delle famiglie di batteri che ospitiamo lo richiede specificatamente.

Fondamentalmente funziona esattamente al contrario di come siamo abituati a pensare:

non si aumenta di peso perché si ama mangiare, bensì si mangia più del necessario perché il disequilibrio fra queste due famiglie di microorganismi causa un aumento della sensazione di fame e della “voglia di dolce”.

Questo significa che quando si desidera perdere peso e si pensa ad una dieta sarebbe auspicabile, se non indispensabile, promuovere un microbiota sano ed equilibrato!

Quali sono i fattori che perturbano l’equilibrio fra questi microorganismi?

Come potete notare i fattori sono molteplici e ognuno noi è influenzato da uno o più fattori.

Per questo motivo sarebbe buona cosa avere un’alimentazione variata, sana e introdurre nella propria dieta cibi fermentati.

Questi permettono di mangiare senza pericoli – purché si rispettino le fondamentali norme igieniche – cibi vivi (“vivi” proprio perché sono gli stessi batteri ad innescare i processi di fermentazione). Questa è una pratica straordinariamente salutare perché rifornisce in modo diretto il tubo digerente con colture viventi, ricche di probiotici, che arricchiscono la flora batterica intestinale.

FORSE TI PUÒ INTERESSARE ANCHE L’ARTICOLO “NUTRIZIONE E SALUTE: IL RUOLO DEL MICROBIOTA”

Articolo di Barbara Lupi

 

09 Apr

Aprile: frutta e verdura di stagione

In Gli Alimenti Del Mese by Stella Bellomo / aprile 9, 2018 / 0 Comments

Tutto è in fiore!

La primavera si avvia verso il pieno del suo splendore…

…e nonostante il recente cambio dell’ora,

la vicinanza del sole e i suoi ritmi

ci riempiono di nuova vitalità!

Ma se è vero che l’energia solare e il risveglio della natura ci danno carica e dinamismo,

è altrettanto vero che i processi depurativi messi in atto dal nostro intero organismo già da qualche settimana

e le attività di ‘pulizia primaverile’ dei nostri organi interni possono utilizzare parte di questa carica energetica a loro favore, facendoci sentire più stanchi e spossati.

È del tutto normale.

Questa fase durerà ancora per poco, anzi già verso la metà di Aprile potremmo non accusare più nessuno strascico di questa non sempre piacevole, ma sicuramente utile, depurazione.

L’aria piena di profumi inebrianti, gli insetti costantemente al lavoro,

 gli uccellini che cinguettano felici,

le prime gemme che sbocciano,

il verde brillante che riappare in ogni angolo…

Aprile è verde e rigoglioso!

Tornano anche le foglie verdi sugli alberi, i prati rinverdiscono grazie al tepore delle temperature e alle piacevoli piogge di primavera e non c’è niente di più piacevole del sentire il melodioso canto degli uccellini in ogni angolo.

E’ arrivato anche il momento di fare delle belle scorpacciate di frutta e verdure fresche, tipiche di questa stagione, nutrienti rinfrescanti e adatte per preparare il nostro organismo alle temperature più calde e la nostra pelle all’esposizione solare.

SCOPRIAMO INSIEME LA FRUTTA, LA VERDURA E LE ERBE DI APRILE:

FRUTTA DI APRILE: ananas, banane, kiwi, cedri, mele, nespole, pere.

VERDURA DI APRILE:  aglio, asparagi, broccoletti, carciofi romani, carote novelle, cipolline, cipollotti, coste, crescione, erba cipollina, fave, indivia, lattuga, luppolo, maggiorana, ortica, patate novelle, piselli, ravanelli, rabarbaro, radicchio rosso, rape, sedano verde, spinaci, zucchine.

AROMI DI APRILE: prezzemolo, menta, rosmarino, origano, salvia.

ALTRI MESI: maggiogiugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio

05 Apr

Fermentazione: Che Cos’è e Perché è Così Importante

In Cucina Sana e Sfiziosa by Stella Bellomo / aprile 5, 2018 / 0 Comments

ph credit: tasty yummies

Quasi tutti i popoli della terra hanno sviluppato, nel corso dei secoli, tecniche di fermentazione degli alimenti:

dal mais germogliato in Messico, al miglio e al sorgo in Africa, dalla soia in Giappone ai cavoli e alle barbabietole nel Nord Europa.

 Da allora sono stati fatti grandi passi avanti in questo campo, arrivando oggi al punto di utilizzare diversi microrganismi per ottenere alcuni tipi di alimenti utili al nostro benessere intestinale, ma non solo.

“È la terra […] ad alimentare e proteggere ogni fermentazione.

La terra che si trasforma in vite e poi in vino,

i semi di orzo in birra,

il cavolo in crauti o kimchi,

il latte in formaggio, o yogurt o kefir,

i semi di soia in miso, salsa di soia, natto o tempeh,

il riso in sakè,

il maiale in prosciutto,

gli ortaggi in sottaceti:

tutte queste trasformazioni dipendono dall’attento controllo, esercitato da chi prepara l’alimento, sui fenomeni di putrefazione, dal portare la decomposizione di quei semi, quei frutti e quelle carni esattamente fino a un certo punto, e non oltre.”

Michael Pollan – Cotto

ph credit: detoxdiy

Che cos’è la fermentazione?

Per vivere, i batteri, hanno bisogno di energia che ottengono da quello che mangiano, producendo, a loro volta, prodotti ancora ricchi di energia come l’alcol etilico o l’acido lattico.

Questo processo, che prende il nome di “fermentazione”, avviene in condizioni di anaerobiosi cioè prive di ossigeno.

La fermentazione agisce sugli alimenti come una sorta di predigestione, migliorandone la loro digeribilità e arricchendoli con le vitamine del gruppo B e con la vitamina C.

Inoltre, grazie al lavoro sinergico dei diversi batteri utilizzati per il processo, i cibi fermentati sono gradevolmente aromatici e rendono più digeribili anche le pietanze che li accompagnano, oltre che prolungare la conservabilità degli alimenti stessi.

 

ph credit: tasty yummies

 Un esempio di alimenti con queste caratteristiche è quello dei prodotti ottenuti, per fermentazione, dall’utilizzo di batteri lattici o lattobacilli (usati per fermentare i cibi da almeno 4000 anni).

Sono centinaia di anni che gli uomini utilizzano, senza averne conoscenze scientifiche, batteri lattici per produrre alimenti fermentati, migliorandone la conservabilità e sviluppando sapori e consistenze anche migliori degli alimenti di partenza.

In maniera analoga, oggi, si utilizzano questi importanti alleati microbici per la produzione di un’ampia varietà di prodotti fermentati.

Come vedremo approfonditamente nell’articolo sui tipi di alimenti fermentati sia animali che vegetali, i batteri lattici agiscono come vere e proprie colture probiotiche:

di conseguenza la flora batterica intestinale si arricchisce di microbi che svolgono una serie di attività favorevoli al sistema immunitario e quindi alla salute dell’organismo.

ph credit: green kitchen stories
Con l’inizio della primavera e la prospettiva del lungo periodo estivo, in cui gli orti faranno bella mostra di sé e i banchi del mercato traboccheranno di ogni varietà di frutta e verdura, prendere in considerazione la fermentazione, come metodo di conservazione, permette di portare un pò di questi benefici alimenti nella stagione fredda a venire.

Partendo dal presupposto che tutti gli alimenti possono essere fatti fermentare, non avremo che l’imbarazzo della scelta!

Le attrezzature necessarie per auto-produrre alimenti fermentati a casa, sono facilmente reperibili: un coltello ben affilato, o un’affettatrice regolabile, qualche tagliere, colini e barattoli di varie misure, sale.

29 Mar

Orto in Vaso: 8 Buoni Motivi per Realizzarlo!

In Bloom & Blog by Stella Bellomo / marzo 29, 2018 / 0 Comments

“Mostrami il tuo giardino e ti dirò chi sei” Alfred Austin

Negli ultimi anni, coltivare un orto in casa, sul terrazzo o sul balcone, è diventata progressivamente una pratica diffusa e sempre più apprezzata.

Una scelta all’insegna della sostenibilità e dell’auto-produzione, quella di coltivare ortaggi, frutta e verdura con le proprie mani!

Una pratica, quella dell’orto urbano, che non si rivela benefica solo per la salute e la qualità biologica di ciò che si decide di coltivare,

ma che è capace di dare a chi la adotta grandi soddisfazioni e molto altro ancora!

Per iniziare non sono necessarie grandi competenze agricole, l’importante è essere motivati da una sincera passione, e non c’è bisogno di avere grandi giardini o maxi terrazzi,

perché sono sufficienti vasi di recupero, cassetti smessi, pallet, fioriere, cassette di legno, contenitori fai da te, vaschette e bottiglie di plastica riciclate e qualsiasi altra idea possa essere adatta al fine di coltivare ortaggi in vaso.

Per riuscire in questa semplice impresa green avete bisogno:

di scegliere le piante giuste,

di qualche dritta su come coltivarle

e dei giusti accorgimenti.

L’orto in casa è grande e impegnativo solo quanto e se lo decidiamo noi.

Le sue dimensioni dipendono unicamente da noi.

Per chi non se la sente di avviare una grande produzione agricola urbana,

una buona idea per iniziare potrebbe essere quella di coltivare erbe aromatiche, frutti di bosco, insalate e fiori commestibili. Si avrà così la possibilità di mettersi alla prova imparando con i propri tempi, senza fretta!

photo credit by greenme.it

Le spese di messa in opera dell’orto casalingo, possono essere ridotte al minimo riciclando vasi, cassette e altri contenitori già presenti in casa, garage o cantina al posto di acquistarne di nuovi.

I vantaggi dell’orto in casa:

1. Possibilità di disporre di frutta, erbe aromatiche e verdura biologiche, fresche e di stagione.

2. Essere più ecologici e sostenibili.

3. Abbassare i livelli di stress psico-fisico.

4. Migliorare la qualità del proprio tempo libero.

5. Condividere con i piccoli di casa un’esperienza non solo divertente, ma soprattutto utile ed educativa capace di interessarli e trasmettere loro il valore dell’ecologia, del rispetto e dell’amore.

La possibilità di insegnare ai propri  figli le leggi della natura in modo che possano conoscerla, amarla e rispettarla è un aspetto da tenere in seria considerazione.

6. Permettere un risparmio nella spesa alimentare familiare, escludendo le spese iniziali di avviamento dell’attività e una minima spesa di gestione.

7. Avere infiniti gradi di impegno e sviluppo.

8. Svolgere una leggera ma pur sempre rilevante attività fisica.