Non è possibile stabilire sempre a priori e con esattezza la potenziale pericolosità di una caduta, perché non vi è una altezza standard al di sotto della quale il bambino se cade è al sicuro da conseguenze.
Tutto dipende dalla dinamica della caduta stessa. Una caduta da una altalena in movimento, per esempio, può essere molto pericolosa a causa della spinta dovuta al movimento, anche se il sedile dell’altalena è molto basso.
In un bambino che inizia i suoi primi passi le cadute, ovviamente, sono all’ordine del giorno e il genitore finisce ben presto per farci una relativa abitudine, così come il bambino che, dopo le prime esperienze, si spaventa di meno e a volte non piange nemmeno più.
In linea di massima le cadute non comportano conseguenze gravi, perché le ossa dei piccoli sono molto robuste ed elastiche.
La testa di un bambino di un anno è ancora relativamente grossa e pesante rispetto al resto del corpo e spesso è la prima a sbattere nelle cadute o negli urti contro un ostacolo. Per fortuna il bambino è ancora piccolo e soprattutto basso e quindi la caduta è relativamente piccola. Il suo peso, inoltre, non è eccessivo e la forza d’urto, quando sbatte o cade, non è certo paragonabile a quella di un adulto.
L’urto contro uno spigolo duro a vivo, dal punto di vista del trauma cranico generalizzato, non è per forza più pericoloso dell’urto contro una superficie piatta, però può ferire più facilmente, perché la forza d’urto è maggiore e si concentra solo sulla punta dello spigolo.
Se il bambino cade da fermo o mentre cammina l’urto solitamente non è preoccupante. Come genitori fatichiamo a capire se c’è molto dolore perché il pianto di dolore a volte si confonde con quello dello spavento, ma se il colore del viso non cambia e poco dopo il piccolo ricomincia a fare quello che stava facendo, di regola vuol dire che non è nulla di grave.
Soccorrere il bambino con una pomata lenitiva (meglio se naturale) lo aiuta a rilassarsi e toglie la componente dello spavento, oltre che agire efficacemente sulla botta o ferita.
Interessanti sono quelle creme che hanno un’azione sia a livello fisico (possibilmente con proprietà  analgesiche, lenitive, antinfiammatorie e, in caso di ferite ed escoriazioni, anche cicatrizzanti), sia a livello emotivo (che calmino quindi lo spavento e lo shock). Un esempio potrebbe essere la crema rescue di Bach, oppure la Bloom Pomade.
Conosci già Bloom Pomade? Vuoi scoprire in che frangenti viene utilizzata, grazie alle testimonianze di chi la conosce e usa?
Questo genere di creme agisce a largo spettro e sono molto interessanti da avere sempre in borsa per ogni evenienza, un po’ come degli S.O.S per le varie situazioni critiche.
Quando il bambino cade da un’altezza di 1 metro o più, oppure cade mentre corre o mentre si muove velocemente (e l’energia cinetica è forte) la situazione va affrontata con più attenzione. La velocità della caduta porta ad un impatto più importante. 
In questi casi, oltre ad agire subito con un rimedio lenitivo, dobbiamo essere vigili e osservare bene il bambino nelle 24 ore successive alla caduta.

Quali sono i segnali che bisogna tenere sott’occhio e che indicano una caduta grave?

  • forte mal di testa,
  • vomito,
  • convulsioni,
  • perdita di sangue dall’orecchio o dal naso,
  • dolore al collo,
  • segni neurologici più evidenti, ad esempio: il bambino si muove in modo confuso, avverte stanchezza ad un braccio o ad una gamba, si comporta in modo anomalo, piangendo o agitandosi più del normale,
  • perdita di conoscenza.
In presenza anche di uno solo di questi segnali, è necessario accompagnare subito il bambino al pronto soccorso per verificare che non ci sia stata una commozione cerebrale o non ci sia un ematoma interno, o una frattura del cranio.
Le vertigini invece, in special modo se non sono associate ad altre manifestazioni, di solito sono un segnale benigno.
Articolo di Barbara e Pamela Lupi

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