Viviamo in un mondo in cui i bambini non sono considerati, un mondo a misura di adulto, in cui gli adulti prevalgono e quindi i loro bisogni vengono prima e i bambini si devono adeguare, lo vediamo ancora più chiaramente durante i momenti di crisi, momenti in cui nessuno si preoccupa più di tanto delle conseguenze che possono avere sui bambini certe azioni e decisioni. Un mondo in cui il profitto e la politica hanno la precedenza, mentre le problematiche dei bambini sono relegate agli ultimi posti nella scala delle priorità.

Ci dimentichiamo anche che dovrebbe essere proprio il contrario, perché da un lato i bimbi sono il futuro degli adulti e dall’altro nell’adulto c’è ancora un bambino interiore, una parte che è fondamentale e sana quando viene riconosciuta e alimentata anche in età adulta, ma che oggi purtroppo spesso viene soffocato, dimenticato, rimosso…e così dimentichiamo quali siano i nostri reali bisogni e i bisogni dei bambini. 

Gli adulti scordano facilmente come erano da bambini, quindi quando prendono certe decisioni lo fanno dalla loro nuova prospettiva di “grandi che sanno”, una prospettiva puramente mentale e disconnessa dal cuore, senza ascoltare la loro voce interiore che li porterebbe verso tutt’altra direzione.

In realtà l’essere umano, quando è sereno e in uno stato di equilibrio, è naturalmente giocoso e attinge all’energia del suo animo bambino in modo spontaneo, perché è una parte fondamentale della sua essenza.

“L’uomo è uomo solo quando gioca”. Ce lo ricorda Schiller in un saggio sull’educazione in cui si sottolinea la profonda natura sociale e creativa dell’uomo, che emerge dall’incontro ludico tra anime che si conoscono e riconoscono giocando insieme, creando e ricreando forme, spazi, dimensioni e dove la fantasia trova un filo diretto con il Divino, fuori e dentro di noi. 

Proprio in merito a tutto ciò, se per noi adulti i due mesi di lockdown sono stati indubbiamente insoliti, diversi e anche molto impegnativi, come possono averli vissuti i bambini e i ragazzi?

Chi si è soffermato a valutare un sostegno e delle misure di aiuto per permettere ai bambini di vivere e superare questo periodo così difficile senza troppe gravi conseguenze?

Ti sei chiesto/a quali emozioni e quali pensieri possono aver vissuto i bambini? Quali sono le considerazioni che possono aver tratto da questi mesi di chiusura e distanziamento sociale? Quali paure possono essersi introdotte nel loro sentire?

Nuove regole portano a nuove convinzioni e nuovi programmi mentali:

Si è cercato certamente a livello personale, e ognuno di noi genitore lo ha fatto secondo le proprie capacità e possibilità, di tamponare il più possibile e di cercare di mostrare ai bambini la parte della medaglia migliore che questa situazione di lockdown dovuta all’emergenza Covid-19 poteva offrire, cercando di evitare di dare troppo spazio a preoccupazioni o a paure che non erano di loro competenza. 

Due mesi a casa possono essere lunghi, ma allo stesso tempo possono offrire importanti spunti di crescita e di condivisione familiare, forse irripetibili, e questo ha avuto anche tanti aspetti molto positivi. 

Nonostante le attenzioni personali nei confronti dei bambini, la situazione di crisi insieme alle misure intraprese per arginare l’emergenza Covid 19, ai due mesi di “chiusura” casalinga generali con i ritmi abituali andati a ramengo e agli strascichi ai quali stiamo andando incontro in questa seconda fase di post emergenza e pseudo normalità, ha manifestato e sta manifestando nei bimbi una riprogrammazione neurologica importante con delle ripercussioni che possono gravare sul futuro. 

Stiamo vivendo un cambiamento di socialità e socializzazione davvero enorme, un cambiamento che, soprattutto nei bimbi più piccoli che sono naturalmente predisposti alla socializzazione attraverso il contatto con gli altri, alla vicinanza, all’attaccamento fisico e agli scambi percettivi sensoriali, ha un impatto non trascurabile.

Un impatto che può essere riconosciuto attraverso diversi segnali e che, per chi come noi lavora nel campo terapeutico, in vari casi può essere anche identificato come traumatico oltre che altamente destabilizzante.  La salute fisica, quella psichica e quella emotiva del bambino traggono beneficio dal gioco, dal contatto e dalla socialità, che insieme consentono la strutturazione di apprendimenti comportamentali sani, duraturi e utili per il suo equilibrio individuale e la sua crescita futura. 

Il distanziamento, la lontananza fisica, l’impossibilità di vedere l’espressione del volto di chi li accompagna, la dilagante paura di essere contaminati da qualcosa di invisibile e intoccabile, per esempio, sono alcuni elementi della nuova realtà con la quale devono confrontarsi i bambini oggi.

Hai idea di cosa può portare tutto questo?

Le conseguenze a lungo termine sono da considerarsi importanti:

Che conseguenze hanno il nuovo approccio alla socialità, l’uso della mascherina, il distanziamento, il controllo e la paura che si percepisce nell’aria nei bambini? 

Meglio di chiunque altro, dovremmo ormai saperlo, i bambini sono maestri dell’imitazione e dell’adattamento. Adottano i modelli comportamentali e anche le convinzioni e le credenze degli adulti e le fanno loro. È ciò che sanno fare meglio, ciò che gli permette di crescere e di imparare.  Hai mai pensato, quindi, a cosa ha comportato e a cosa comporterà, se la situazione continuerà come oggi, questo nuovo modo di relazionarsi con l’esterno? È qualcosa di così grande che forse ancora non sappiamo quantificarne davvero la portata. 

Come sempre i bambini ci metteranno poco ad imparare a distanziarsi, ad avere timore della vicinanza altrui, a rifugiarsi nel gioco isolato e forse a cadere nella depressione dovuta alla mancanza di senso che questa nuova realtà ha per loro. Il rischio più grande per i bimbi già abituati ad andare all’asilo e a giocare e relazionarsi con tanti altri coetanei e con educatori amorevoli e accoglienti, è quello di diventare fobici e ossessivi, compulsivi della ripetuta pulizia e della disinfezione che ha come inevitabile base il non toccare, il non sporcarsi, il non poter giocare liberamente come invece ogni bambino dovrebbe poter fare, sempre. Perché tutto questo per il bambino equivale al “non essere”!

Oltre a ciò i bambini che hanno vissuto il lokdown hanno percepito fortemente le ansie e le preoccupazioni degli adulti, la solitudine e l’incertezza riguardo al futuro e se li sono dovuti gestire da soli, nessuno si è preoccupato di fornire informazioni, aiuti e sostegno famigliare psicologico per genitori e bambini.

Se come genitore vuoi anche approfondire le conseguenze per adulti e ragazzi leggi l’articolo: “Lockdown quali coseguenze per adulti e ragazzi?” Ti permetterà di capire meglio i tuoi stati d’animo e quelli di tuo figlio adolescente.

Ai bambini è stato tolto tutto senza offrire loro un aiuto nel gestire questo cambiamento traumatico, tanti bimbi hanno sviluppato dei disturbi che vengono presi sottogamba perché non vengono associati al trauma come per esempio: difficoltà di sonno, nell’addormentarsi o con continui risvegli, aumento dei capricci e dei pianti, ipersensibilità, crisi di rabbia, apatia, incubi notturni, tutti questi sono segnali di aiuto, sono il risultato di una estrema difficoltà emotiva che andrebbe gestita e accompagnata da un terapeuta, non è sufficiente pensare che passerà da sola, che si tratta di una fase, il rischio che comprometta l’equilibrio psico-emotivo futuro è troppo grande…

La Dottoressa Valeria Vincenti dice: “Il bambino che gioca è impegnato mente, cuore e volontà in un’attività serissima paragonabile ai più meritori lavori che impegnano noi adulti.” Il gioco e il contatto visivo, fisico e relazionale sono indispensabili al bambino per crescere e imparare, sono il suo lavoro quotidiano, la sua prima occupazione e sono anche fonte di felicità.

Impedire tutto questo è ben più grave che confinare i bambini in casa come è avvenuto nel periodo di lockdown, dove almeno con la fantasia e con il contatto dei propri cari sono stati sempre liberi di giocare e immaginare. Vedere un’altra persona e non poterla toccare o comprenderne l’espressione, è qualcosa che nel bambino va contro natura ed è qualcosa che non possiamo non prendere in considerazione.

Sappiamo che i bambini in questa nuova sindrome virale da Covid-19 sono stati i meno colpiti, lo hanno confermato medici e istituti sanitari. I dati attualmente in possesso della comunità scientifica dimostrano di questo virus una bassissima letalità per la popolazione infantile. Sappiamo ora più che mai che il nostro sistema immunitario è la chiave per una vera protezione da qualsiasi attacco esterno. Allora partiamo da lì. Rimettiamo, se necessario, in discussione il nostro benessere a 360 gradi. Alimentazione, abitudini quotidiane, emozioni, pensieri, reazioni, sono quello che ci rende ciò che siamo adesso. Iniziamo da qui e prendiamoci cura di noi e dei nostri bambini e cari per essere al meglio delle nostre forze psico-fisiche e della nostra salute ottimale. Diamo spazio all’intelligenza del nostro sistema immunitario che agisce in modo ottimale e perfetto quando è in equilibrio e in salute. 

Se le istituzioni danno vincoli restrittivi senza tenere in giusta considerazione i bambini dobbiamo essere noi adulti a fare la nostra parte aiutandoli ad affrontare e comprendere questa nuova situazione per loro innaturale, perché separare i bambini ha delle conseguenze davvero poco positive e non possiamo permetterlo. 

La parola contagio, oggi così temuta e intrisa di paura, non ha solo una valenza prettamente negativa, infatti sappiamo tutti quanto sia meraviglioso e benefico il valore del contagio culturale e dello scambio che da questo ne deriva. Contagio e contatto umani presuppongono relazione, interesse, trasmissione di valori e di conoscenze tra due o più individui. 

I bimbi che frequentano lo stesso ambiente di gioco si avvicinano e giocano non solo fisicamente ma anche emotivamente. Molto spesso, i bambini che passano tanto tempo insieme, iniziano ad assomigliarsi anche nei modi di fare e di approcciarsi: è normale, è fisiologico. I bambini si contagiano quindi emotivamente imitandosi tra loro e condividendo esperienze quotidiane e allo stesso tempo, si contagiano immunologicamente attraverso lo scambio di virus e batteri che circolano più facilmente all’interno della stessa comunità. 

Nessuno, però, si contagia in maniera identica, ognuno lo fa individualmente, sia sul piano della trasmissione di un virus che sul piano dell’apprendere nuovi comportamenti.  Come esseri in continua evoluzione il nostro compito è quello di trovare sempre nuovi equilibri per tutta la vita, adattandoci alla realtà giorno dopo giorno. E questo, sia sul piano fisico attraverso il sistema immunitario, cellulare, organico e sistemico, sia sul piano psicologico, emotivo e psichico.

Non possiamo e non dobbiamo privare i nostri bambini della stupefacente forza del contatto umano, della condivisione libera e concreta, dell’imitazione senza limiti che loro sono naturalmente predisposti a vivere e sperimentare!

Attenzione a non catalogare come “normali” certi nuovi sintomi e atteggiamenti dei bambini:

Per ora il nostro compito è quello di assicurarci che i nostri bimbi stiano bene, fisicamente e psicologicamente. Non è normale, infatti, se un bambino piange spesso e non dorme più bene la notte dopo il periodo del lockdown o se in questi ultimi tempi ha cominciato a reagire ai rimproveri in modo diverso, o si è chiuso a riccio o ha sviluppato comportamenti e stati emotivi insoliti. Se così fosse dovresti prendere in considerazione la possibilità che abbia bisogno di un aiuto esterno, potresti rivolgerti ad uno psicologo o a un consulente che possa aiutarti ad aiutarlo a ritrovare la sua innata serenità. Prendere questa decisione non significa dire che non hai fatto un buon lavoro da genitore o che non hai sufficientemente protetto tuo figlio, anzi, hai fatto tutto il possibile, ma le contingenze hanno sopraffatto tutti quanti e un sostegno professionale può far rientrare più velocemente ed efficacemente la situazione.

Ora siamo in questa seconda fase di approccio a nuove normative e nuovi equilibri. Vedremo con la ripresa scolastica come e se la situazione cambierà e ci aiuteremo a vicenda di conseguenza. Nel frattempo valutiamo degli appoggi anche naturali, delle tecniche dolci e alternative che portano sostegno e riequilibrio globale come per esempio dei rimedi spagirici, omeopatici, floreali (Fiori di Bach e Californiani) oppure ancora cromoterapia, terapie per sciogliere i traumi, aromaterapia,…

Se hai dubbi o domande puoi anche contattarci, sul sito, nella categoria contatti, puoi inviarci un messaggio diretto oppure trovi anche i numeri di telefono, Barbara è terapista e può darti dei consigli.

Dare un appoggio a tutti i bambini, in questo momento soprattutto, è la cosa migliore che possiamo fare! Non ha controindicazioni e “male che vada” farà “solo” sentire al bambino che teniamo al suo benessere e che è importante per noi.

Articolo di Stella Bellomo e Barbara Lupi

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