Io penso che oggi come oggi sia davvero benefico per tutti noi offrire del tempo al nostro “essere”. Curarsi di sé stessi ponendo la nostra attenzione e la nostra mente al nostro interno. A quella parte di noi che lasciamo spesso sola.
Siamo così concentrati a produrre risultati che ci capita addirittura, quando ci fermiamo un attimo, di sentirci in colpa.
Ma se nutriamo con attenzione ed amore la nostra parte più profonda, il nostro tempio (che è il nostro corpo) e il nostro animo, allora saremo più performanti anche nel momento del fare.
Cominciare la giornata con un momento di raccoglimento è come prendersi una bella dose di vitamine! Ecco perché meditare è così benefico e tanti lo consigliano.

Ma cosa significa meditare?

Cominciamo con l’esaminare l’etimologia e il significato della parola:

Meditare: [dal latino meditari, iterativo di mederi «curare», raccostato nel significato al greco μελετάω «curarsi di qualche cosa; riflettere, meditare»] … “Fermare a lungo e con intensa concentrazione spirituale la mente sopra un oggetto del pensiero, considerare profondamente un problema, un argomento, soprattutto di natura religiosa, morale, filosofica, scientifica, allo scopo di intenderne l’essenza, indagarne la natura (…)”   (tratto da Treccani)

Tanti non si sono mai nemmeno sognati di provare, forse perché credevano che fosse una cosa molto difficile e che richiedesse un grande sforzo.

Qual è la prima immagine che voi associate alla parola meditare? … Un tempo a me venivano in mente i Monaci buddisti che passano ore ed ore in silenzio, talmente raccolti su loro stessi che non sentono più nulla, non hanno pensieri e rimangono con la mente vuota …

… per questo il mio primo pensiero legato alla meditazione era: Impossibile per me!

E oggi cos’è la meditazione per me?

Semplicemente fermarsi, raccogliersi e dedicarsi del tempo per “curarsi” del sé, considerarsi ed osservarsi. Proprio come dall’etimologia della parola stessa. ESSERE anziché FARE!
Inoltre ho appreso che a dipendenza di come facciamo le cose anche le azioni possono diventare una sorta di meditazione! Ciò che fa la differenza è lo stato in cui siamo mentre agiamo: se siamo PRESENTI all’azione che stiamo compiendo e siamo nel momento “qui e ora” allora è di per sé già una sorta di meditazione. Ho cominciato a praticare lo Yoga e anche questa disciplina permette di porsi in un ascolto di sé profondo, inoltre aiuta ad avere una respirazione che ossigena al meglio tutto i nostro corpo oltre che ad avere una muscolatura ed una postura equilibrate. Quando conosci questa pratica ti rendi conto di quanto tutto possa essere una meditazione e può cambiare radicalmente la tua vita!
Non è necessario fermare completamente la mente, anche perché sarebbe davvero difficile.
I pensieri arrivano e allora lasciamoli arrivare, e nel momento in cui ci rendiamo conto di essere entrati in un pensiero (uscendo dall’ascolto di noi o del nostro respiro) lasciamo che questo continui la sua strada come una nuvola passeggera, con tranquillità e serenità. Ritorniamo ad osservare il nostro respiro consapevoli che anche questa è meditazione.
Non stiamo sbagliando quando arrivano i pensieri, sono parte loro stessi della meditazione, dell’osservazione.
Impariamo semplicemente ad accogliere il pensiero che è arrivato, salutarlo per poi lasciarlo andare e continuare ad osservare … ne arriveranno altri … e anche loro se ne andranno … e pian piano la mente rallenterà e si placherà.

Siete d’accordo con me che con queste piccole premesse tutta la visione della meditazione cambia?

Il momento di raccoglimento che faccio personalmente può essere fatto da chiunque. Per entrare in contatto con sé stessi è molto semplice e si può lasciare a sé stessi la più ampia libertà di vivere questo momento come meglio si crede. Ascoltare con le cuffie una musica rilassante (per cominciare è più semplice del puro silenzio) e concentrarsi sull’aria che entra ed esce dal naso, con una respirazione lenta e rilassata, è un modo adatto a chiunque, anche per chi non ha mai fatto meditazione, per entrare in contatto con il proprio interiore in modo profondo. 
La durata della meditazione può variare, inizialmente possono essere anche solo 5 minuti. Pian piano questi minuti aumenteranno, anche perché lo stato di benessere che si ricava dal raccoglimento è grande e viene voglia di assaporarlo sempre più.
Quando si prende confidenza e si riesce ad entrare più facilmente in uno stato di quiete si può anche cominciare ad inserire delle intenzioni durante la meditazioni. Queste intenzioni possono essere dei mantra (quelli in sanscrito sono molto potenti, come per esempio il conosciutissimo OM).
Oppure semplicemente delle frasi personali potenzianti che possono essere scandite e ripetute come fossero dei mantra. Quando si crea una frase da ripetere in meditazione la cosa importante è che sia al presente e in positivo. Frasi che contengono la parola “non” sono controproducenti, in quanto il nostro cervello le legge come se quel termine non esistesse e l’effetto risulterebbe, quindi, contrario all’intenzione primaria.
Articolo di Barbara Lupi

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