La rivoluzione digitale ha cambiato e sta cambiando profondamente la nostra società e il risultato di questo grande cambiamento sociale lo vediamo principalmente nei ragazzi.

Nonostante gli innegabili vantaggi che porta ogni giorno la tecnologia in moltissimi aspetti della nostra vita, sempre più dati segnalano che l’eccessivo utilizzo di smartphone, internet e videogiochi può influenzare il processo di rimodulazione dei circuiti cerebrali negli adolescenti, portando a possibili conseguenze poco positive maggiormente evidenti in alcuni particolari periodi della nostra vita.

In questo articolo diamo degli spunti su come aiutare i nostri figli ad avere un approccio costruttivo verso la tecnologia digitale e come aiutarli a farne un giusto utilizzo, ma esploriamo anche i vantaggi e gli svantaggi di questa iperconnessione. 

Se relativamente agli anni dell’infanzia è già stato posto il problema, infatti, i possibili effetti della tecnologia in adolescenza sono stati meno approfonditi, ma iniziano ad emergere i primi risultati evidenti di questo boom tecnologico nelle vite dei ragazzi.

«In questa fascia d’età tutto l’organismo è ancora in fase di sviluppo – spiega Claudio Mencacci, autore insieme a Giovanni Migliarese del volume “Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza” -: un’iperstimolazione tecnologica cronica può avere effetti nocivi sulla capacità cognitiva, la memoria, l’attenzione e la socialità dei ragazzi». Fonte ilcorriere.it

Come genitori cosa possiamo fare per educare ragazzi ad un uso moderato e sano della tecnologia digitale?

Il ruolo dei genitori e degli educatori è fondamentale durante l’adolescenza oltre che nel periodo dell’infanzia.

L’aspetto principale riguarda la presenza. Sì, i genitori devono essere presenti, non tanto o solo nei tempi, ma nell’attenzione, nello sguardo: devono cercare di non farsi escludere completamente dalla vita dei propri figli adolescenti. 

Mantenere spazi di condivisione è importante e ci permette di capire come i ragazzi stanno crescendo, che tipo di potenzialità stanno sbocciando in loro e quali difficoltà si trovano ad affrontare.

Un genitore ha il compito di far rispettare delle regole anche nell’utilizzo della tecnologia, come in ogni altro aspetto della vita dei propri figli. In realtà, non si tratta solo di porre delle regole, bensì di educare alla gestione equilibrata e costruttiva delle tecnologie.

L’adolescente deve poter integrare e comprendere sia i potenziali della tecnologia, sia i lati pericolosi e nefasti. Si tratta di portare a consapevolezza delle conseguenze possibili dell’abuso delle tecnologie, conseguenze che minano più sfere della persona: quella sociale, quella legata alla gestione delle emozioni e non da ultimo quella fisica. Chi non riesce a gestire in modo equilibrato il mondo digitale ha una bassa autostima e viene completamente sopraffatto da tutto ciò che è effimero, non reale, rischia di perdersi e di non riuscire più a riconoscere ciò che ha davvero valore.

I dispositivi tecnologici sono degli strumenti e in quanto tali vanno trattati! Pertanto, la cosa fondamentale è che passi il messaggio di un uso opulato di questi dispositivi.

Non si tratta solo di valutare il tempo di uso del telefonino, questo sarebbe senza senso se non si considera per cosa viene usato. Comunicare con gli altri, imparare le lingue, guardare delle video-lezioni di fisica o storia è molto diverso dal fare uno di quei giochi ripetitivi tipici degli adulti; creare le mappe concettuali, ascoltare i libri in sintesi vocale, seguire i video di matematica è determinante per i ragazzi con disturbi specifici di apprendimento; avere i propri giochi, poter guardare i propri cartoni animati e ascoltare le canzoni preferite è cruciale per un bambino con gravi disturbi del comportamento spaventato da un viaggio in aereo assieme a tante persone.

Le regole che vanno date per gestire in modo equilibrato le tecnologie devono tenere in considerazione l’importanza degli aspetti sociali e di condivisione autentica e reale.

Quindi:

No all’utilizzo dello smartphone durante i momenti di condivisione familiare: come a tavola, nelle ore pre notturne o notturne, né per periodi di tempo eccessivi (il limite non va imposto, ma concordato o negoziato, come si fa per gli orari di rientro la sera).

Il cellulare non può essere utilizzato per giocare o per crearsi una vita parallela digitale completamente illusoria, non è lo strumento utile per risolvere gli indovinelli della vita, né per apprendere a stare al mondo. Tutto questo lo si apprende attraverso legami con persone reali e momenti di condivisione sociale autentica.

Attenzione: i giochi tecnologici non offrono apprendimenti costruttivi e cognitivi come quelli didattici. I bambini e i ragazzi apprendono attraverso il gioco, ma non attraverso i giochi tecnologici, che per contro li desensibilizzano e li inebetiscono.

Sì se si tratta di ricerche per dei compiti, no se si tratta di bighellonare attraverso i social sbirciando quello che fanno gli altri.

Ma vediamo ora di approfondire i lati pericolosi della tecnologia, per capire come gestirla al meglio e comprendere cosa sarebbe meglio evitare.

Teconologia ed emozioni:

Come influenza il comportamento dei ragazzi l’uso prolungato di apparecchi elettronici?

I più comuni disturbi dell’umore, come gli stati d’ansia e di depressione, oggi non appartengono più solo alla sfera emotiva tipica di una vita adulta in cui i circuiti psicologici profondi risultano affaticati, ma si sono precocizzati. Ossia, con sempre maggiore frequenza, toccano i nostri figli, i nostri ragazzi, creando in loro dei disturbi emotivi che mai si erano verificati in passato, con questa frequenza.

La domanda da porsi è: perché sta succedendo tutto questo?

Dai dati emerge quanto sia pervasivo l’utilizzo della tecnologia da parte dei giovani, che oggi mediamente trascorrono 2,6 ore al giorno connessi al loro smartphone.  Come vedremo in seguito, però, non è solo la tempistica di utilizzo l’unico aspetto da considerare, ma soprattutto il cambiamento sociale comportamentale, relazionale e di condivisione giovanile al quale siamo andati incontro con l’avvento del mondo digitale.

In che cosa il digitale è pericoloso, a livello emotivo?

Il numero di volte in cui apriamo, ogni giorno, i nostri device digitali, ci mostra chiaramente il modo artificioso di collegamento umano che stiamo inevitabilmente instaurando.

A livello di neurofunzioni questo sta portando a una vera e propria dipendenza del sistema dopaminergico, ossia il sistema di rinforzo, per cui ogni volta che arriva un messaggio, questo a livello neurofisiologico funziona come il rinforzo che noi andiamo a cercare. Togliercelo induce ansia, preoccupazione, alert, stress, disturbi del sonno, bisogno di essere connessi…    Fonte ERICKSON.IT

La delicata questione è che i nostri adolescenti hanno delle vulnerabilità che è necessario affrontare da subito. All’interno di questo quadro si collocano anche le nuove dipendenze, che non sono solo le dipendenze dal gioco e dai social, ma anche da una tecnologia che è diventata la loro interfaccia con il mondo. 

Dati recenti mostrano che picchiettano sul loro smartphone circa 2.600 volte al giorno.

Togliere ai ragazzi lo smartphone vuol dire anche isolarli da un mondo complesso e denso di diverse implicazioni sociali rispetto a quello che avevano. Vuol dire anche privarli del circuito di tutti i rinforzi che noi come esseri umani andiamo a cercare, distaccandoli da tutto il sistema che riguarda il proprio sé e la propria esistenza con i coetanei iperconnessi.

E a livello fisico cosa può succedere?

Tra i disturbi nei quali si può incorrere, l’alterazione del ritmo sonno-veglia.

Il sonno ha un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale.

La deprivazione o scarsa qualità del riposo notturno e delle ore di sonno, specialmente quando è cronica, può produrre conseguenze a lungo termine in termini di formazione dei circuiti cerebrali. 

Gli smartphone in particolare, possono abbassare la qualità e il ritmo sonno-veglia in molti modi. 

Da un lato sono attivanti sul piano psichico (potendo incrementare ansia, eccitazione o delusione), dall’altro l’uso di mezzi elettronici di notte espone i ragazzi alla luce brillante, che invia un segnale stimolante al cervello, interferendo con l’insorgenza e il mantenimento del sonno. 

I ragazzi faticano a dormire perché ricevono alert, perché devono controllare i messaggi su WhatsApp o i “like” su Facebook, oppure perché devono collegarsi per un gioco online o chattare con gli amici.

Cosa succede al cervello nel periodo adolescenziale?

«Attraverso gli anni dell’adolescenza il cervello viene plasmato assumendo quella che rimarrà, almeno in gran parte, la sua struttura e il suo funzionamento adulto – chiarisce Mencacci – Si verificano infatti importanti rimaneggiamenti a livello cerebrale: si tratta di processi di maturazione di alcune strutture quali la corteccia prefrontale e i sistemi subcorticali. Questo permette alle connessioni neurali di essere più efficienti favorendo i cambiamenti cognitivi, emotivi e comportamentali specifici di questa età. Da questa considerazione deriva la straordinaria importanza del periodo adolescenziale e la necessità di tutelare il corso dello sviluppo, favorendo l’esposizione a fattori “positivi” (non solo biologici ma anche affettivi, relazionali ed educativi) e riducendo l’esposizione a fattori tossici (anche in questo caso sia fisici – come alcol e sostanze – che esperienziali)». Fonte il corriere.it

I possibili danni cerebrali ai quali si può incorrere sono scientificamente provati?

«Nella letteratura internazionale sono ormai stati pubblicati numerosi studi che segnalano gli effetti sullo sviluppo cerebrale dell’utilizzo eccessivo di smartphone, videogiochi, internet e social network – risponde Giovanni Migliarese, responsabile del Centro ADHD Adulti della Asst-Fbf-Sacco – Un dato interessante, seppur preliminare, deriva dal riscontro di vere e proprie modificazioni della materia bianca (prevalentemente dei fasci di connessione cortico-subcorticali) in ragazzi con dipendenza marcata. Ma certo servono ulteriori analisi per valutare a pieno la portata di questo fenomeno, di cui però abbiamo già diverse avvisaglie». Fonte il corriere.it

Articolo di Stella Bellomo e Barbara Lupi

Forse potrebbe interessarti anche l’articolo:

COSA FAR MANGIARE AI FIGLI: UNA ALIMENTAZIONE SANA E CORRETTA

Piaciuto l'articolo? Iscriviti alla nostra Newsletter

Piaciuto l'articolo? Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere le ultime notizie e aggiornamenti dal nostro Bloom & Blog.

Ti sei iscritto con successo!

Pin It on Pinterest

Share This