In natura sopravvive chi ha la volontà di adattarsi ai cambiamenti e di trasformarsi giorno dopo giorno, tenendo del proprio passato solo la saggezza dei suoi insegnamenti.

Evoluzione, cambiamento, adattamento, tre parole che racchiudono in sé molti dei segreti e degli insegnamenti di Madre Natura. Basta fermarsi ad osservare la natura che ci circonda, infatti, per rendersi immediatamente conto che non c’è niente di statico in ciò che la riguarda e l’unica vera certezza è che la vita è in continua evoluzione e mutamento.
In tempi, quelli che stiamo vivendo oggi, in cui tutto è accelerato, caotico, in cui avvengono grandi cambiamenti e spesso si viene spazzati da una vita stressante, trovare il proprio centro e restare connessi con sé stessi e con la natura non è sempre evidente.
Avere un sostegno o un accompagnamento, però, può essere la chiave per vivere a pieno il nostro benessere psicofisico e realizzare i nostri obiettivi con maggiore semplicità e gioia. Come in tante occasioni anche per riequilibrare la sfera emotiva e psichica abbiamo la possibilità di avere il sostegno e i benefici della natura! Abbiamo già parlato negli articoli precedenti di svariati rimedi: i rimedi floreali di Bach, i gemmoderivati, ma anche le singole erbe aromatiche e medicinali e in questo articolo approfondiamo l’argomento riguardante i fiori australiani. Ne hai mai sentito parlare? Li conosci? Ne hai mai fatto uso?

Un po’ di storia:

I fiori australiani hanno una storia antica che abbraccia diverse culture e sono rimedi molto rapidi nella loro azione e potenti come il continente dal quale provengono, l’Australia. Un continente potente soprattutto nella parte interna del suo territorio, il Bush australiano, dove si può percepire una saggezza antica unita ad una forza incredibile e ad una bellezza sorprendente. 

Grazie alla loro grande varietà si sono sviluppati nel tempo, ben 2 sistemi floreali correlati a questi fiori, come desiderava lo stesso Edward Bach, il medico gallese che negli anni Trenta aveva scoperto i 38 rimedi floreali oggi ampiamente usati in tutto il mondo e noti come Fiori di Bach. Il “sogno” di Bach era infatti che ogni area geografica “trovasse” i propri rimedi ricorrendo ai fiori autoctoni. 

In entrambi i sistemi floreali australiani, per l’individuazione dei fiori, si è ricorso a 2 metodi: 

  • l’antichissima conoscenza della tradizione aborigena, che considerava Madre Terra come un libro infinito, dal quale attingere la conoscenza e gli strumenti per intraprendere il cammino della guarigione chiamato “Via della Cura”. L’uomo doveva quindi entrare in contatto con la Natura, mediante il tempo del sogno (il viaggio sciamanico durante il quale si veniva in contatto con i Deva, le guide che davano indicazioni terapeutiche su piante e altri “ingredienti” naturali); 
  • la Dottrina delle Segnature ideata da Paracelso, già usata da Bach per l’individuazione dei suoi 38 rimedi. 

Oggi le essenze floreali comunemente note come Fiori Australiani sono: 

  • Gli Australian Bush Flowers di Ian White
  • Le Living Essences of Australia, studiate dai coniugi Barnao, e per i quali le ricerche e gli studi sulle Living Essences sono finalizzati a valorizzare appieno le potenzialità dei rimedi floreali in ogni campo e in sinergia con altri approcci terapeutici, come l’agopuntura.

A cosa servono i fiori australiani?

Le essenze floreali rappresentano il ponte tra l’essere umano e l’equilibrio naturale del suo stato originario.

Rapidità ed efficacia ormai riconosciute alla floriterapia australiana permettono di ricordare che le essenze floreali guariscono guidando l’individuo verso l’armonia fisica, mentale, emozionale e spirituale. Il percorso della guarigione metterà sempre in gioco tutte le componenti più profonde dell’essere umano e le essenze floreali favoriscono la guarigione a tutti i livelli in modo dolce ma profondo e definitivo, donando quella saggezza interiore che ci permette poi di aiutare il pianeta e innalzare la consapevolezza di coloro che ci abitano. 

Un’altra peculiarità di questi rimedi è che sono stati pensati per l’uomo moderno, per venire incontro agli squilibri emotivi che ha sviluppato, in molti aspetti diversi rispetto all’uomo del passato. 

Si legge in alcuni testi che i fiori australiani vengono usati già da diversi secoli, uno dei primi grandi guaritori che utilizzò in modo documentato la rugiada dei fiori per curare gli squilibri emotivi dei propri pazienti, fu Paracelso. 

Anche gli aborigeni ne hanno sempre fatto largo uso, mangiando il fiore dove possibile per assorbirne tutta la potenza curativa e celebrando in un rito i fiori non commestibili, per assorbirne le vibrazioni terapeutiche. 

I fiori australiani costituiscono un’armonica integrazione, uno sviluppo e un ampliamento della floriterapia, quella delle antiche tradizioni e quella inglese del dr Bach, toccando nuovi e più moderni ambiti come la comunicazione, la sessualità, la creatività. Dopo la morte del dr Bach, c’è stata poca ricerca in questo campo, ripresa poi in diverse parti del mondo intorno agli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, riconoscendo finalmente alle essenze floreali l’importanza e l’efficacia che meritano. Grazie all’energia, alla saggezza antica e alla vitalità presenti nel continente australiano, le essenze del Bush sono state considerate come determinanti per la crescita emotiva e spirituale universale, non solo dell’Australia.

Proprietà dei fiori nella crescita emotiva e spirituale:

Molte piante in fiore popolano l’Australia, regalando al paesaggio, anche in pieno inverno, un insieme di splendidi colori dati dalle numerosissime varietà che si mescolano al colore tenue e delicato del paesaggio circostante. 

Si ritiene che oltre alla saggezza atavica, l’Australia possieda una vitalità eccezionale che riveste un ruolo molto importante nello sviluppo della coscienza new age e le essenze dei suoi fiori sono destinate ad assumere una funzione determinante per la crescita emotiva e spirituale, oltre che per riportare equilibrio in tutte le persone che ne sentono necessità. 

  • I FIORI DEL BUSH: 

Il sistema più conosciuto tra i due è sicuramente quello dei fiori del Bush (il tipico territorio selvaggio che ricopre gran parte del continente australiano in cui cresce una vegetazione a metà fra la prateria e la boscaglia, definito anche “macchia”). 

Il suo scopritore, Ian White, è un uomo energico e carismatico. Naturopata e creatore delle essenze australiane, da sempre ha coltivato un incredibile interesse per i fiori della sua terra, trasmessogli dalla sua famiglia tradizionalmente votata alla cura delle persone con le piante. Una famiglia, la sua, di farmacisti ed erboristi da ben 5 generazioni. La nonna lo portava spesso, da piccolo, in mezzo al Bush – siamo non lontano da Sydney – alla ricerca di erbe curative e mediche e gli insegnava i “segreti” e le proprietà di ogni pianta. Nonostante questo, Ian decide di non seguire le orme della sua famiglia e, all’università, si iscrive a psicologia. 

La svolta della sua vita arriva durante un viaggio in India, dal quale torna parecchio debilitato, sia sul piano fisico che psichico, perché contrae una malattia che la medicina ufficiale non riesce a curare. È in questa fase della sua vita che si avvicina alla medicina omeopatica e a quella orientale: grazie a una visione più olistica dell’uomo e della medicina, White recupera completamente la sua salute. 

Lasciata da parte la psicologia, si iscrive all’unico corso allora esistente in Australia di naturopatia, approfondendo la sua conoscenza delle medicine naturali. È durante questi studi che White conosce i fiori di Bach. Quando si rende conto che questi rimedi sono addirittura più potenti dei farmaci omeopatici, li studia approfonditamente. 

E non si ferma qui: White sa che il continente è ricco di piante e fiori unici al mondo da cui si possono trarre rimedi molto efficaci. Comincia così il suo viaggio iniziatico – a fargli da guida sono le sue intuizioni interiori – che lo portano a scoprire ben 69 rimedi, oltre a una trentina di combinazioni già pronte in cui sono mescolati sinergicamente diversi fiori. 

Come altri famosi terapeuti, egli ha sempre creduto che la malattia fosse la manifestazione fisica degli squilibri emotivi che emergono quando una persona non è in contatto con la sua parte spirituale, ritenendo, di conseguenza che malattia e disturbi in genere, possano eventualmente aiutare l’individuo a riprendere un cammino più in sintonia con il proprio scopo di vita.

Benché il meccanismo di azione delle essenze floreali non sia del tutto dimostrato, e siano spesso state considerate utili solo per disturbi minori o inesistenti, gli studi hanno continuato a procedere e sempre con maggior convinzione emergono evidenze che spiegano gli effetti della floriterapia.

Alcuni studi dimostrano chiaramente che i disturbi emotivi e fisici sono curabili andando a riequilibrare i nostri corpi energetici sottili (astrale, etereo, mentale e causale) e per farlo serve utilizzare un rimedio con una frequenza altrettanto sottile. 

I fiori australiani aiutano a mantenere l’equilibrio. Quando un’essenza è ingerita, inizialmente è assimilata dalla corrente sanguigna poi, in conseguenza ad una corrente elettromagnetica prodotta dalla polarità del sistema circolatorio e nervoso, l’essenza si muove verso i meridiani, cioè quei meccanismi vitali di interfaccia tra il corpo sottile e quello fisico, arrivando ai chakra e ai corpi sottili dove si amplifica per tornare quindi al corpo fisico, in una forma più stabile e più potente. 

Anche i fiori australiani funzionano con questo meccanismo di azione e il sostegno che possono dare è spettacolare. Aiutano a mantenere la giusta direzione nella vita, ad ascoltare le proprie intuizioni e ad agire conseguentemente. Inoltre, in caso di crisi profonde, sono caldamente consigliate, si può dire fondamentali, per elaborare le proprie sensazioni ed emozioni, favorendo così un recupero più veloce e duraturo del proprio equilibrio emotivo. 

Le potenti essenze del Bush australiano, aiutano a portare alla luce tutte le qualità positive che risiedono nella parte più profonda di ogni individuo, inoltre consentono di trasformare sensazioni quali la paura in coraggio, l’insicurezza in fiducia in sé stessi, la rabbia in serenità, la tristezza in gioia, l’odio in amore e così via.

Come si prepara l’essenza madre di un fiore autraliano?

Preparare l’essenza madre di un nuovo fiore è un’esperienza magica e chi ha avuto il privilegio di provarla non la dimentica. Avviene in un luogo aperto, generalmente in mezzo alla natura ed attraverso una breve meditazione ci si mette in contatto con essa prima di raccogliere i fiori prescelti, che successivamente vengono messi in una capiente bacinella di vetro con acqua pura e lasciati esposti alla luce del sole per circa due/tre ore. Trascorso questo tempo si prepara una bottiglia con un terzo circa di cognac, dove verrà versata delicatamente l’acqua privata dai fiori. 

Le essenze floreali australiane sono circa 70 e ogni singolo fiore ha una specificità d’azione tale che consente al floriterapeuta di scegliere quelli più consoni alla situazione da riequilibrare. 

Generalmente le essenze del Bush sono molto veloci e dinamiche, ma può anche capitare di dover pazientare un pochino prima di accorgersi coscientemente degli effetti. Anche se il meccanismo di purificazione è immediato, i risultati inizialmente possono essere nascosti dalle varie stratificazioni di schemi mentali e di comportamento, in special modo per gli adulti, ma saranno sicuramente visibili dopo qualche tempo. Per ogni situazione, è possibile usare fino a sette fiori australiani in un’unica miscela, anche se, per funzionare al meglio, si consiglia di usare al massimo quattro/cinque fiori. Il dosaggio della miscela preparata è di sette gocce per due volte al dì direttamente in bocca, salvo diverse considerazioni del floriterapeuta. 

Perfetti anche per bambini e animali, per i quali invece agiscono sicuramente in modo più rapido, poiché in loro ci sono un numero inferiore di barriere emotive da superare. I bambini vivono più in contatto con i loro sentimenti e la loro spontaneità. I dosaggi, rispetto agli adulti, rimangono invariati.

  • IL METODO BARNAO: 

Più o meno nello stesso periodo in cui Ian White scopre i fiori del Bush ma in un’altra parte dell’Australia, due coniugi, Vasudeva e Kadambii Barnao, di Perth (la cui area geografica è chiamata “lo stato dei fiori selvatici”), studiano le specie floreali australiane del luogo e si rendono conto che queste hanno una forte energia curativa. In oltre 30 anni di studi, i Barnao riescono a individuare le caratteristiche, le sinergie, le proprietà terapeutiche di ben 88 fiori, ricavandone altrettanti rimedi. 

Questo sistema floreale, pur rifacendosi alla filosofia di Bach, è però diverso sia da questo che da quello di White. Il metodo floreale dei Barnao, infatti, è integrato con le tradizioni aborigene del popolo dei Nyoongah, che da millenni usa i fiori in un modo che possiamo definire simile alla nostra floriterapia. 

I Barnao compongono i loro rimedi usando il passaggio delle vibrazioni energetiche del fiore senza però che vi sia necessariamente la diluizione in acqua e i loro rimedi sono particolarmente utili nel trattamento del dolore fisico: hanno la stessa efficacia della morfina senza però presentare effetti collaterali. 

La particolarità di questo sistema floreale è l’uso dei rimedi in associazione con l’agopuntura, in cui si sfruttano gli agopunti dell’orecchio (indicato particolarmente per disturbi causati da stress, dipendenza e sindromi mestruali). Ma possono essere anche usati con la balneoterapia – durante un bagno caldo o un pediluvio – oppure nel modo più classico, per assunzione orale.

Efficacia e proprietà di tutti i fiori australiani:

Indipendentemente dal sistema usato, chi si avvicina alla floriterapia australiana ha spesso l’impressione che questi rimedi siano più adatti a risolvere i disagi e le problematiche moderni e lavorino quindi con maggiore efficacia.  Fiori che aiutano a superare per esempio l’accettazione fisica del proprio corpo, la difficoltà di comunicazione, la sessualità e le problematiche che riguardano la coppia o l’espressione della propria creatività piuttosto che il pregiudizio o l’intolleranza razziale, politica o religiosa, senza tralasciare anche problemi più comuni come traumi, paure e rabbia. 

Uno dei maggiori punti di forza dei rimedi australiani è senza dubbio il fatto che raccolgono e portano con sé la forte energia vibrazionale incontaminata del luogo in cui crescono e che dà loro le due principali caratteristiche intrinseche di agire molto più in fretta rispetto ai fiori di altri sistemi (già dopo 5-7 giorni dall’assunzione si notano gli effetti) e di agire sia sul piano psichico che su quello fisico, tanto che molti di essi hanno indicazioni anche per problematiche psicosomatiche che creano, appunto, sintomi fisici.

Queste due caratteristiche dei fiori australiani fanno sì che ogni rimedio agisca sulla persona sia sul piano mentale, che fisico, che emozionale, che spirituale in modo definitivo, permettendo quel passaggio dal buio e dal caos alla luce e al riequilibrio cosmico.

Articolo di Stella Bellomo 

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