Uno dei prodotti dell’alveare che generalmente viene considerato secondario in quanto le produzioni principali per l’apicoltore sono il miele ed il polline è la cera.
In realtà è una sostanza davvero preziosa e che viene impiegata per vari utilizzi. Per esempio è un ingrediente che ha una sua importanza sia nel settore alimentare che quello della cosmesi, che è utile sul legno o nella fabbricazione di molti manufatti fra i quali anche le candele. Senza dimenticare che le prime utenti della cera d’api sono proprio le api stesse che la producono da ben otto ghiandole ventrali, ma soltanto a condizione che l’alveare raggiunga una temperatura compresa tra i 33°C e i 36°C, e poi la impiegano per costruire le piccole celle dove custodiscono il miele, il polline e le uova.

La cera d’api ha diverse proprietà:

tra queste possiamo elencare le proprietà emollienti (che permettono di decongestionare i tessuti infiammati), filmogene (che permettono di creare un leggero strato di copertura), idratanti, espettoranti, antidolorifiche e cicatrizzanti.
Grazie alla sua particolare composizione, la cera alba contribuisce a ricostituire i lipidi naturalmente presenti sulla superficie dello strato corneo, aiutando la pelle a riacquistare la sua fisiologica funzione di barriera. Ecco perchè è così interessante da usare come base per creme che aiutano la guarigione della nostra pelle!

Per quali situazioni è interessante?

Tutte queste spiccate proprietà indicano l’idoneità di questo prodotto nel trattamento delle pelli secche, irritabili e caratterizzate da un mantello idrolipidico insufficiente e spiegano il perchè la cera d’api viene utilizzata molto nella cosmetica.
È possibile trovarla nella composizione di unguenti, creme protettive ed emollienti per il viso e il corpo, maschere nutrienti e balsami per i capelli.
Infine sono molte le testimonianze che indicano la cera alba come un prodotto particolarmente indicato in caso di: dolori reumatici, artrite e lombaggini (poiché mantiene a lungo il calore e ritorna velocemente allo stato solido), bruciature e ferite (poichè costituisce uno strato protettivo asettico, sotto il quale i tessuti si cicatrizzano senza contrazioni).
Articolo di Barbara e Pamela Lupi

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