Sapresti dire esattamente cosa c’è adesso nella tua dispensa, nel tuo freezer e soprattutto nel tuo frigorifero?

O meglio, hai un quadro abbastanza preciso di quanti kg di pasta, riso, frutta, verdura, olio, pane, legumi, latticini, carne o pesce sono riposti nella tua cucina in questo momento? 

Il motivo di queste domande è semplice ed è che il vero cambiamento verso l’obiettivo di riuscire ad azzerare gli sprechi alimentari domestici inizia tra le mura di casa nostra, nella nostra piccola e accogliente cucina e dipende solo ed esclusivamente da noi. Dipende dalle nostre scelte quotidiane. 

Se è vero che è importante evitare il problema sprechi alimentari domestici a monte, imparando a fare bene la spesa, acquistando solo quello che ci serve ed evitando di riempire inutilmente dispensa e frigo di prodotti che poi vanno in scadenza magari prima di essere consumati, è altrettanto vero che il passaggio successivo è proprio quello di usare tutto ciò che abbiamo acquistato, senza sprecare più davvero nulla!

Iniziamo dall’A,B,C dello zero waste in cucina, imparando facilmente come evitare che qualche alimento da noi acquistato scada, dovendo poi essere buttato via. A questo proposito partiamo proprio dalla data di scadenza, perché imparando a conoscerla forse ci organizzeremo in modo da evitare qualsiasi spreco futuro aiutando il nostro pianeta e le nostre finanze domestiche!

Che cos’è la “data di scadenza” che leggiamo sui prodotti alimentari confezionati?

È bene sapere che esistono date di scadenza assolute e date di scadenza che rappresentano solo una effettiva raccomandazione, dimostrando che c’è differenza tra “consumare entro”, data di scadenza perentoria, e “consumare preferibilmente entro”.

Le maggiori attenzioni devono sempre essere riservate a carne e pesce, in cui se l’alimento deve essere consumato entro una certa data, significa che oltre quella data NON potrà essere assunto.

La data di scadenza è la data fino alla quale un alimento è igienicamente idoneo al consumo, se mantenuto nelle corrette condizioni di conservazione. Essa viene riportata obbligatoriamente sugli imballaggi alimentari dei prodotti preconfezionati rapidamente deperibili (latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, carni fresche, prodotti della pesca e dell’acquacoltura freschi) con la dicitura “da consumarsi entro” seguita dal luogo sulla confezione dove la data viene stampigliata. La data deve riportare, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità.

Cosa succede ai prodotti alimentari quando si supera la data di scadenza?

Superata la data di scadenza, l’alimento può costituire un pericolo per la salute a causa della proliferazione batterica. Per legge è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione.

 Il termine minimo di conservazione: “Da consumarsi preferibilmente entro…”

Sui prodotti non rapidamente deperibili la data di scadenza è sostituita dal termine minimo di conservazione, espresso dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro (data)”, che rappresenta la data fino alla quale un alimento conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.

La data di scadenza differisce dal termine minimo di conservazione o TMC (“da consumarsi preferibilmente entro” o “best before”), che rappresenta il termine temporale entro il quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Superato il TMC è ancora possibile consumare il prodotto (non c’è alcun divieto).
Il TMC dunque, è da riferire unicamente alle caratteristiche organolettiche e di gradimento del prodotto piuttosto che alla sicurezza. Più ci si allontana dalla data di superamento del TMC più vengono meno i requisiti della qualità del prodotto senza dunque che venga intaccata quello della sicurezza.

Il termine minimo di conservazione non è obbligatorio per la frutta e la verdura fresche (a meno che non siano sbucciate o tagliate), il vino e l’aceto, il sale e lo zucchero allo stato solido, i prodotti da forno come pane e focaccia, prodotti di pasticceria freschi, bevande alcoliche con percentuale di alcol superiore al 10%, gomme da masticare e prodotti simili.

Se l’alimento deve essere consumato preferibilmente entro una certa data, significa che può essere ancora mangiato alcuni giorni dopo la scadenza indicata sulla confezione. Le sue qualità organolettiche infatti dovrebbero rimanere invariate, così come non vi sarebbero rischi per la salute. In ogni caso, è sempre bene controllare lo stato del prodotto che si vorrebbe consumare. In presenza di cattivi odori, di macchie sospette o di muffe è bene gettare il tutto.

Cosa mangio oggi? Mangio quello che scade prima!

Un metodo davvero efficace per evitare che ciò che abbiamo in frigorifero vada in scadenza è il METODO FIFO! FIFO sta per “First In, First Out”, ovvero “il primo ad entrare sarà il primo ad uscire”: l’acronimo nasce in ambito gestionale e contabile nei magazzini di stoccaggio, ma è una strategia utile anche per ridurre lo spreco di cibo e quindi per fare un gesto concreto in termini di sostenibilità alimentare partendo dal nostro frigorifero.

Il tuo più grande alleato in termini di spreco alimentare infatti è proprio il tuo frigorifero!

Tienilo sempre pulito, ordinato e organizzato con il metodo FIFO così avrai sempre sott’occhio la situazione scadenze ed eviterai inutili sprechi alimentari.

Anche il meal prep, la pianificazione del menù settimanale e l’organizzazione della dispensa possono aiutarti nella corretta conservazione dei cibi nella tua cucina!

Organizzare la dispensa e il frigorifero con il FIFO.

Per ridurre lo spreco di cibo segui queste tre regole fondamentali:

  1. Organizza il cibo per date di scadenza

Per evitare di sprecare cibo, ad esempio dimenticando di consumarlo finché è fresco, gli alimenti dovrebbero essere ordinati in frigorifero e dispensa in modo che quello più vicino alla scadenza sia più visibile, ed essere consumato prima.

Questa regola vale per ordinare il cibo in frigorifero, in congelatore o nella dispensa. Se il cibo non ha una data di scadenza (per esempio nel caso di avanzi congelati), è importante ricordarsi di segnare sull’imballaggio la data in cui l’alimento è stato cotto. 

  1. Organizza il cibo per settori

Secondo il metodo FIFO, per ridurre lo spreco di cibo il frigorifero e la dispensa dovrebbero essere sempre organizzati in modo che gli alimenti dello stesso tipo siano collocati vicini.

In questo modo, si possono avere molti vantaggi: consumare gli alimenti in modo più regolare e sapere a colpo d’occhio cosa manca, evitando di comprare eccessive scorte e quindi di sprecare cibo. 

  1. Mantieni il sistema per risparmiare e azzerare gli sprechi anche nel cambio di stagione

Poiché ci sono momenti, come i cambi di stagione, in cui determinati alimenti perdono attrattiva. In estate si consuma più frutta e verdura, in inverno più zuppe. Il rischio di sprecare cibo è alto proprio nei momenti di transizione e soprattutto per i prodotti freschi. Mantenere il sistema FIFO in casa può richiedere un po’ di tempo ma il risparmio in termini economici è tangibile.

Fonte barillacfn.com

Articolo di Stella Bellomo per Bloom Sisters Sagl

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