Il modo in cui iniziamo la giornata ha un’influenza profonda su tutto ciò che segue. I primi minuti dopo il risveglio sono un momento prezioso: il corpo si sta lentamente riattivando, la mente non è ancora completamente immersa nelle attività quotidiane e il respiro può diventare il primo ponte tra quiete e movimento.

Nella tradizione dello yoga esiste una sequenza particolarmente adatta a questo momento di passaggio: Pawanmuktasana Series. Il nome, proveniente dal sanscrito, significa letteralmente “sequenza che libera il corpo dai venti” o dai ristagni energetici.

Questa serie di movimenti dolci e progressivi nasce all’interno della tradizione dello Satyananda Yoga ed è stata sviluppata per sciogliere rigidità articolari, riattivare la circolazione dell’energia vitale e preparare il corpo a pratiche più intense.

Proprio per queste caratteristiche, la sequenza è ideale da praticare al mattino: aiuta il corpo a uscire dalla rigidità del sonno e accompagna il risveglio con gradualità e consapevolezza.

Perché iniziare la giornata con la mobilizzazione delle articolazioni

Durante la notte il corpo rimane a lungo in una posizione statica.

Le articolazioni, i muscoli e i tessuti connettivi tendono a irrigidirsi leggermente, mentre la circolazione linfatica e sanguigna rallenta.

Gli esercizi di mobilizzazione articolare della sequenza di Pawanmuktasana agiscono proprio su questo livello. Con movimenti semplici e coordinati al respiro, aiutano a:

  • riattivare la circolazione energetica e sanguigna

  • sciogliere tensioni e rigidità articolari

  • stimolare il sistema linfatico, favorendo l’eliminazione dei ristagni

  • migliorare elasticità e mobilità del corpo

  • risvegliare in modo graduale mente e concentrazione

In termini energetici, queste pratiche aiutano a far scorrere nuovamente il prana, l’energia vitale che secondo la filosofia yogica sostiene tutte le funzioni del corpo e della mente.

Non si tratta di un allenamento intenso, ma di un risveglio consapevole del corpo.

Un rituale mattutino di 10–15 minuti

Uno degli aspetti più interessanti della sequenza di Pawanmuktasana è la sua semplicità. Anche pochi minuti di pratica possono portare benefici concreti, soprattutto se eseguiti con calma e attenzione al respiro.

Di seguito trovi un esempio di breve sequenza mattutina di circa 10–15 minuti, pensata per mobilizzare progressivamente tutto il corpo.

L’ideale è praticarla appena svegli, su un tappetino o anche sul letto se è sufficientemente stabile.

1. Respirazione consapevole (1 minuto)

Siediti comodamente con la schiena eretta oppure rimani in piedi con i piedi leggermente divaricati sul tappetino.

Chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro. Inspira lentamente dal naso ed espira lasciando andare eventuali tensioni.

Questo semplice passaggio aiuta il sistema nervoso a passare dolcemente dallo stato di sonno alla presenza.

2. Mobilizzazione delle caviglie (2 minuti)

In piedi o seduto/a con le gambe distese:

  • ruota lentamente le caviglie in senso orario

  • poi in senso antiorario

  • fletti e distendi i piedi

Questi movimenti stimolano la circolazione nelle estremità e preparano le gambe al movimento.

3. Rotazioni delle ginocchia (2 minuti)

Piega una gamba verso l’alto e intreccia le dita sotto la cosia mantenendo la parte inferiore della gamba libera e rilassata.

Esegui piccole rotazioni della gamba, muovendo l’articolazione del ginocchio con lentezza, in senso orario e poi in senso antiorario. Poi cambia lato.

Questo esercizio favorisce la mobilità delle articolazioni e scioglie eventuali rigidità accumulate durante la notte.

4. Movimenti delle anche (2 minuti)

Puoi fare una buona mobilitazione delle anche in 2 modi diversi: con i piedi un po’ larghi appoggiati bene a terra e le ginocchia leggermente piegate puoi mobilitare le anche con dei movimenti circolari del bacino prima verso destra e poi verso sinistra, oppure puoi sollevare la gamba tenendola piegata ad angolo retto e mobilitare l’anca facendo dei movimenti circolari con il ginocchio prima in senso orario e poi in senso antiorario. Fatto su una gamba poi passi all’altra.

Entrambi questi movimenti attivano le anche e stimolano la zona del bacino, importante centro energetico del corpo.

5. Torsioni del tronco per mobilizzare la colonna vertebrale (2 minuti)

Alzati in piedi con i piedi leggermente più larghi delle anche, ben radicati a terra. Porta le braccia aperte a T, parallele al pavimento.

Con il busto eretto e lo sguardo morbido davanti a te, inizia a ruotare lentamente il tronco verso sinistra e verso destra, lasciando che le braccia seguano il movimento e si spostino come succede per un cavatappi. Fai il movimento con dolcezza per risvegliare tutta la colonna vertebrale.

Le braccia seguono il movimento in modo naturale, mantenendo apertura e leggerezza. Il bacino rimane stabile mentre la parte superiore del corpo si muove con fluidità.

Questo semplice esercizio:

  • mobilita tutta la colonna vertebrale

  • stimola la circolazione energetica lungo il tronco

  • aiuta a sciogliere rigidità nella zona dorsale e lombare

  • riattiva dolcemente il sistema nervoso

Respira in modo naturale mentre il corpo oscilla da un lato all’altro, mantenendo il movimento morbido e ritmico.

6. Rotazioni delle spalle (2 minuti)

Seduto/a con la schiena dritta o in piedi:

  • solleva le spalle verso le orecchie

  • ruotale lentamente indietro

  • poi in avanti

Questo esercizio aiuta a liberare tensioni nella zona cervicale e nella parte alta della schiena.

7. Mobilizzazione del collo (2 minuti)

Con movimenti molto lenti:

  • inclina la testa a destra e a sinistra

  • porta il mento verso il petto

  • esegui piccole rotazioni del capo

È importante mantenere movimenti dolci e non forzati.

8. Allungamento finale e respiro profondo (2–3 minuti)

Concludi la sequenza con un allungamento semplice.

Porta le braccia sopra la testa e allunga tutto il corpo come al risveglio. Inspira profondamente e poi espira lasciando il corpo rilassarsi.

Rimani qualche istante in ascolto del corpo e delle sensazioni che emergono.

Un piccolo gesto che cambia l’inizio della giornata

Dedicarci anche solo dieci minuti di movimento consapevole al mattino può trasformare profondamente il modo in cui entriamo nella giornata.

Il corpo si sente più leggero, la mente più lucida, il respiro più ampio. Le articolazioni diventano progressivamente più elastiche e la sensazione di rigidità mattutina si riduce.

La sequenza di Pawanmuktasana ci ricorda che non serve fare molto per stare meglio: a volte basta riattivare con gentilezza ciò che nel corpo è già vivo.

È un piccolo rituale quotidiano, semplice ma potente, capace di riportarci in contatto con il nostro ritmo naturale fin dal primo momento della giornata.

Articolo di Barbara Lupi

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