Comunicazione di massa tra verità e finzione: hai mai pensato a come e quanto i grandi mezzi di diffusione delle informazioni che circolano siano davvero attendibili e in che modo invece possono influenzare e manipolare le credenze di chi le riceve riguardo un fatto?

Da dove arrivano tutte le informazioni primarie riguardo ciò che accade nel mondo? Possiamo verificare che le informazioni siano corrette? Quanto spesso sono distorte e manipolate?

Non è un mistero, la comunicazione rappresenta indubbiamente un aspetto primario della vita sociale dell’uomo, un aspetto senza il quale sarebbe impensabile qualsiasi forma di società e cultura. Tuttavia, la comunicazione di massa globale e potenzialmente simultanea è un fatto relativamente recente, il cui sviluppo è stato profondamente influenzato da quelle innovazioni tecnologiche – dalla stampa al cinema, alla radio alla televisione, ai social network – che hanno esteso la portata dei processi comunicativi, raggiungendo moltitudini sempre più grandi di persone, simultaneamente.

Esatto, oggi una stessa informazione, può raggiungere nello stesso momento milioni di persone.

È un bene? È positivo? Secondo noi, se la comunicazione è corretta e volta a informare oggettivamente chi la riceve sì, in alternativa, invece, non lo è affatto.

Influenza sociale reale o presunta dei mass media sulla società

L’influenza sociale dei mass media sulla collettività è una delle questioni più rilevanti della nostra era. Da anni studiosi di varia estrazione disciplinare si confrontano su questo tema cercando di analizzarlo dal punto di vista dei due schieramenti più estremisti: quello degli apocalittici e quello opposto degli integrati.

I primi, ovvero i complottisti, vedono nei media soltanto manipolazione, persuasione occulta, distorsione della realtà; i secondi ci rassicurano che non c’è niente da temere e che viviamo nel migliore mondo possibile, un mondo in cui chi fa comunicazione esattamente come chi veicola le informazioni, lo fa in modo etico, corretto e imparziale con il solo scopo di comunicare ciò che accade.

Al di là di queste due correnti di pensiero estreme, come si presenta realisticamente la situazione attuale?

Superato lo stadio iniziale degli effetti massicci e indifferenziati (anni ’20-’30) e quello intermedio degli effetti selettivi e limitati (anni ’40-’60) la communication science tende oggi ad assumere una prospettiva di lungo periodo e a considerare i media primariamente come agenti del processo di costruzione sociale della realtà.

Gran parte di ciò che sappiamo su quanto avviene nel mondo ci proviene dai media, da essi traiamo le informazioni sul clima, l’opinione riguardante eventi, personaggi, questioni della scena pubblica. Al contempo i media investono anche la sfera privata, influenzando le credenze, i valori, i modelli di comportamento che orientano la nostra vita quotidiana, in un processo di «informazione» che inizia fin da bambini.

Esistono oggi diversi studi che possono aiutarci a saperne un po’ di più su questi grandi diffusori di informazione, di opinione e di intrattenimento, a comprendere meglio il ruolo che svolgono nella società e il tipo di conseguenze, positive e meno positive, che possono produrre a livello individuale, culturale, sociale.

Conoscere meglio i nostri interlocutori è il presupposto base per realizzare forme di comunicazione più positive e consapevoli.

Tratto dal libro: La Realtà Mediata — L’influenza dei mass media tra persuasione e costruzione sociale della realtà. Enrico Cheli

Quale schema e quali strategie utilizzano i mass media?

Per comprendere meglio il funzionamento dei mass media prendiamo un semplice esempio molto attuale, quello relativo le informazioni sanitarie.

In questi ultimi anni stiamo assistendo sempre di più alla diffusione da parte dei mass media di messaggi di paura che, quando vengono adeguatamente analizzati, dimostrano di essere non solo ingiustificati, ma addirittura appositamente creati e gonfiati secondo un piano prestabilito.

Dopo l’AIDS, la mucca pazza, la SARS, l’influenza aviaria, oggi un nuovo virus provenire dalla Cina. Virus che vengono propinati come endemici, ma che a posteriori, analizzando i numeri a conti fatti fanno meno morti della polmonite classica!

In realtà non vengono necessariamente gonfiati i numeri, non è che vengano dette delle bugie grossolane, semplicemente viene data molta enfasi alla notizia provocando nelle persone la sensazione di pericolo e catastrofe.

Si fa leva sulle emozioni e sullo stato di paura per diminuire la facoltà di ragionamento logico.

È chiaro che non dovremmo più credere ciecamente a tutto quello che i media ci dicono, ma è ovvio che non possiamo neanche avere competenze specifiche per ogni particolare materia che fa parte della vita stessa e interessa temi complessi come il riscaldamento globale, la sanità mondiale, le risorse economiche del pianeta, i disastri ambientali come questi ultimi con i massicci incendi australiani ecc.

Non possiamo sapere e conoscere tutto ma cerchiamo almeno di usare un po’ di saggezza, che in questo caso corrisponde a semplice buon senso.

Cosa possiamo fare per proteggerci?

Per attivare il nostro innato buon senso e schermarci dagli effetti poco positivi di alcune informazioni mediatiche possiamo seguire i consigli del Dr. Roberto Gava, medico specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica che ha studiato Agopuntura Cinese, Omeopatia Classica e numerosi approcci naturali.

Ecco cosa propone:

  1. Non dobbiamo credere a tutto quello che ci viene detto, specie se è un messaggio di paura che vuole toccare la nostra emotività e se si coglie che è promosso dall’Industria Farmaceutica (che oggi supera per potenza politico-economica l’Industria bellica e si è comodamente posta al primo posto in questo tipo di graduatoria). 
  1. Dobbiamo investire un po’ del nostro tempo per documentarci leggendo libri e articoli indipendenti, specie nel campo sanitario, perché non si può demandare ad altri il compito di salvaguardare la nostra salute, altrimenti un giorno perderemo molto più tempo a rimpiangere la salute che avevamo in passato. 
  1. Nel caso della sanità, per esempio, dobbiamo aprirci al mondo delle Medicine Naturali e in particolare alla Fitoterapia e all’Omeopatia, documentarci su come davvero funziona il nostro organismo perfetto. Insegnandogli a difendersi, stimolando e rinforzando le nostre naturali difese immunitarie aspecifiche che sono in grado di combattere contro tutti i virus, i batteri e i germi in genere e che fanno questo per molto tempo. Anche qui basta ragionare e usare un po’ di buon senso: se l’Industria Farmaceutica che ha in mano tutto il potere sanitario mondiale si scomoda e si affanna in tutti i modi per attaccare l’Omeopatia e la medicina naturale in generale, significa che è disturbata da questa scienza che le porta via potere e soldi. Infatti, è esperienza comune di tutti coloro che usano l’Omeopatia utilizzare molto raramente i farmaci chimici e godere di una qualità di vita migliore di prima.

Un consiglio che vogliamo dare noi è quello di fermarci, respirare e osservare cosa accade davvero attorno a noi prima di lasciarci prendere dal panico. Siamo davvero in uno stato di allerta? Vicino a noi c’è qualcuno che è in pericolo? Noi siamo realmente in pericolo in questo momento?

Cercare di rimanere lucidi e soprattutto stare nel qui e ora permette di riconnettersi con il buon senso e di ragionare più lucidamente ed è una cosa fondamentale poterlo fare! Soprattutto quando si è realmente in pericolo! Andare in panico non è di aiuto, cercare di trovare una soluzione ragionata e logica invece può fare la differenza. 

In conclusione, pensiamo che sia importante, oggi come oggi, prendere in considerazione il fatto che non tutte le informazioni sono complete e veritiere, non sempre ciò che ci viene trasmesso corrisponde alla realtà. Quando leggiamo le informazioni con questa consapevolezza, prendiamo le giuste distanze dalle cose e diamo spazio al nostro cervello per poter ragionare di suo. Riappropriamoci del nostro istinto e del nostro sentire, che in genere non sbagliano di molto!

Articolo di Stella Bellomo e Barbara Lupi

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