Negli ultimi mesi abbiamo sentito spesso ripetere i termini igienizzare, detergere, disinfettare, sanificare. La domanda è: conosciamo la reale differenza tra tutte queste diverse azioni?

Germi e batteri possono essere responsabili di infezioni o piccoli disturbi passeggeri che tutti noi vorremmo evitare. Anche se non potremo mai vivere in case, indumenti e ambienti asettici e privi di batteri e virus, di cui per altro siamo ‘portatori sani’, la cosa che più conta è impedire la proliferazione di quelli potenzialmente nocivi. Possiamo farlo attraverso un prodotto igienizzante o disinfettante? 

Disponibili in gel o in spray, gli igienizzanti e i disinfettanti si utilizzano sulle mani e in particolare sui palmi, da strofinare sempre per circa 1 minuto e poi lasciare asciugare all’aria. Sono la stessa cosa? Si possono usare indistintamente? Vediamo di conoscere meglio le reali differenze tra i termini usati e cerchiamo di capire perché esistono igienizzanti, disinfettanti e antibatterici.

Qual è la differenza tra igienizzante, disinfettante e antibatterico?

L’antibatterico è un prodotto che non annienta i virus ma agisce specificatamente contro i batteri, uccidendoli (battericida) o inibendo (batteriostatico) la loro crescita. Ai fini di prevenire il contagio da Coronavirus, un antibatterico è completamente inutile, se non per evitare di sovrapporre un’infezione batterica a una preesistente infezione virale.

Il disinfettante è un prodotto predisposto alla neutralizzazione di diversi microrganismi, fra cui anche i virus. Per ogni principio attivo disinfettante è specificata e provata l’azione contro uno o più determinati microrganismi. I disinfettanti sono dei biocidi e sottostanno a test di comprovata efficacia, quelli a base alcolica hanno uno spettro di azione molto vasto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso un manuale tecnico “Water, sanitation, hygiene and waste management for COVID-19” in cui specifica che esistono molti disinfettanti attivi contro i virus come il COVID-19, tra cui i disinfettanti ospedalieri comunemente usati. La stessa OMS raccomanda l’uso di alcool etilico al 70% per disinfettare piccole aree e di ipoclorito di sodio (è ad esempio contenuto nella candeggina) allo 0,5% (equivalente a 5000 ppm) per la disinfezione delle superfici più grandi.

I prodotti igienizzanti servono per pulire la pelle (o le superfici), abbattendo la probabilità che sopravvivano microrganismi patogeni. Gli igienizzanti per le mani sono sotto la categoria dei cosmetici, perché sono attribuibili alla bellezza e alla pulizia del corpo. Non garantiscono una reale e totale disinfezione come i disinfettanti! 

PICCOLO IMPORTANTE APPUNTO: la differenza maggiore fra igienizzanti e disinfettanti è burocratica e legale, nel secondo caso si dà una garanzia perché vi è obbligatoriamente una serie di test e un’omologazione da effetturare e superare. Nel caso dei cosmetici questo non esiste, ma è pur vero che vi sono in commercio degli igienizzanti con una buona percentuale di alcol (60% – 70%) che permette una disinfezione come un disinfettante omologato. La cosa migliore da fare, dunque, è leggere l’INCI del cosmetico igienizzante e valutare la sua efficacia in base agli ingredienti e alle percentuali. Ricordiamo che con meno del 60% di alcol la disinfezione non è garantita, dal 60% al 65% è buona con il 70% è ottimale, più del 70% va assolutamente diluito perché sarebbe troppo aggressivo per la pelle.

Correttamente utilizzati, i disinfettanti omologati, assicurano l’eliminazione del 99.9 % dei batteri nocivi. I disinfettanti, infatti, non sono dei cosmetici, bensì dei biocidi e seguono delle regolamentazioni ed una legge completamente diversa e maggiormente restrittiva!

Devono, per esempio, avere delle etichette con delle icone e delle spiegazioni e avvertenze ben precise. Non tutti possono fabbricare e vendere biocidi!

Perché è importante differenziarli ed utilizzarli nel modo giusto?

Igienizzare e disinfettare sono due azioni ben distinte, che esprimono due concetti molto diversi nella sostanza, ma che possono essere entrambe di utilità nella pulizia e igiene generale. Quindi, capire bene la differenza tra i vari prodotti, permette poi anche un utilizzo più mirato ed efficace.

Sicuramente non è indispensabile disinfettare sempre ogni cosa, la disinfezione è un’azione molto invasiva, che viene effettuata generalmente solo in certi ambienti (ospedali, case di cura, laboratori,…), laddove sono maggiormente possibili certe contaminazioni. È risaputo che troppa disinfezione porta anche ad effetti collaterali nocivi: virus e batteri possono diventare sempre più forti e diventare più difficili da combattere. 

La pulizia profonda con un igienizzante, che ha al suo interno una certa percentuale di un elemento disinfettante, è meno invasiva e può essere effettuata più spesso. 

La pulizia, la disinfezione e l’igiene sono azioni fondamentali in molti casi, per evitare inutili proliferazioni batteriche o virali, sono complementari e vanno effettuate con la giusta misura per non creare danni al nostro sistema immunitario (che ha già di per sé le sue barriere intelligenti per difenderci dagli “invasori nocivi”!). 

La pulizia con i classici detergenti è già di base un’azione che limita il proliferare di batteri e germi, sia sul corpo che sulle superfici. Tutti hanno potuto notare la differenza, rispetto a secoli fa, di diminuzione del proliferare di malattie endemiche migliorando l’igiene che ai tempi era davvero scarsa.

Quindi, anche il sapone che utilizziamo comunemente per lavare le mani ha la sua importanza, è indubbiamente utile, infatti viene continuamente consigliato dai vari esperti il lavaggio frequente delle mani in questo periodo!

Cosa succede quando laviamo le mani con il sapone? 

Il sapone comune ha una pura attività di detersione, che significa pulizia da impurità. È comunque il primo step dell’igienizzazione, elimina molti germi dalla superficie sulla quale si utilizza, ma non li elimina tutti e quindi non ha una specifica azione disinfettante. 

Per una pulizia più profonda posso utilizzare l’igienizzante mani, che grazie alle sue componenti elimina molti più virus e batteri, ma se sono a contatto con qualcuno che è ammalato non basta, perché non garantisce l’eliminazione totale come un biocida. 

Se voglio una disinfezione sicura e totale devo scegliere un disinfettante, quindi un biocida e non un cosmetico.

Come menzionato sopra oggi più che mai ci è raccomandato di lavare spesso le mani, ma effettivamente ogni quanto occorre farlo?

Premesso che il lavaggio delle mani e dei polsi è fondamentale per evitare trasferimenti di germi senza accorgercene, toccandoci magari il naso, la bocca o la pelle in generale dopo essere venuti a contatto con eventuali virus e batteri non utili, è sempre importante lavare le mani più volte al giorno, soprattutto prima di cucinare o mangiare, prima di andare a letto o quando si rientra in casa dopo essere stati fuori. Oggi sappiamo che lavarsi le mani può prevenire il contagio da diversi agenti patogeni, tra i quali anche quello del corona virus.

Dato che questa procedura è considerata una vera e propria misura preventiva, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato un protocollo raccomandato per un corretto lavaggio delle mani.

Quelle riportate di seguito sono le indicazioni dell’OMS per assicurarti un lavaggio igienico delle mani.

1- Inizia bagnandoti le mani con acqua, in questo modo sarà più facile stendere il sapone.

2- Applica il sapone sul palmo di una mano in quantità sufficiente per assicurarti una efficace detersione.

3- Una volta applicato il sapone in mano, strofina i palmi tra loro con un movimento circolare. Si creerà una morbida schiuma.

4- Strofina il palmo della mano destra contro il dorso della mano sinistra, intrecciando le dita, dopodiché fai lo stesso con l’altra mano e per assicurarti che il sapone raggiunga ogni angolo, intreccia le dita sia quando lavi il palmo, sia quando lavi il dorso delle mani.

5- Per continuare con il corretto lavaggio, strofina il dorso delle dita della mano sinistra con il palmo della mano destra e viceversa. Per eseguire questo passaggio tieni le dita unite.

6- Non dimenticarti dei pollici: circonda il pollice sinistro con la mano destra e strofinalo con un movimento rotatorio, poi fai lo stesso con l’altro dito.

7- È il momento di lavare i polpastrelli e rimuovere eventuali residui tra le dita e le unghie. Per farlo, strofina la punta delle dita della mano destra contro il palmo della mano sinistra con un movimento circolare e viceversa. Prosegui infine con i polsi.

8- Risciacqua le mani con acqua fino a eliminare tutti i residui di sapone.

9- Per aumentare ancora di più l’efficacia di questo gesto, asciuga le mani con un asciugamano o un panno monouso, oppure ancora meglio con dell’aria calda, per evitare che si accumulino residui su un asciugamano già utilizzato.

Le salviettine usa e getta sono da considerarsi altrettanto efficaci di disinfettanti e igienizzanti?

Nel caso in cui contengano ipoclorito di sodio si, disinfettano, come anche se sono a base di alcol al 60-70%, se invece contengono solo detergente no, non lo sono.

In ogni caso è sempre ottimo pulire le mani con salviettine se non si dispone di acqua e sapone, anche se questo gesto non determina una reale disinfezione, come abbiamo accennato precedentemente relativamente al lavaggio delle mani e dei polsi. È un semplice atto di igiene accurata che non guasta mai.

Piccolo approfondimento sulla differenza fra batteri e virus:

Un batterio è un microrganismo unicellulare, ossia formato da una sola cellula in grado di avere un proprio metabolismo. È un essere vivente che si riproduce e prolifera in autonomia.

Un virus, invece, è l’essere biologico più elementare esistente ed è molto più piccolo del batterio. La sua struttura basilare non gli permette di riprodursi in autonomia e non può sopravvivere da solo a lungo: per vivere e proliferare deve invadere una cellula esterna, una cellula animale, una pianta o anche un batterio. Il virus ha quindi una struttura molto più semplice e completamente diversa da un batterio; proprio per questo motivo l’antibiotico o l’antibatterico non possono contrastare i virus. Esso, inoltre, usa vie metaboliche vitali all’interno delle cellule ospiti per replicarsi ed è difficile da eliminare, una volta che si è introdotto in una cellula, senza usare farmaci che non siano tossici per le cellule che lo ospitano.

In conclusione: 

Pulire, igienizzare e disinfettare sono tutte azioni che fanno parte del protocollo di contenimento della proliferazione di agenti patogeni e nocivi alla nostra salute, vanno effettuati nella giusta misura e nel giusto contesto. Una disinfezione esagerata non è salutare e non permette nemmeno al nostro sistema immunitario di essere efficiente, forte e combattivo.

Tutti i disinfettanti e la maggior parte degli igienizzanti hanno un’azione lesiva nei confronti della nostra pelle (prima barriera naturale contro qualsiasi agente nocivo), per diminuire gli effetti nocivi dell’uso continuo di questi prodotti è fondamentale l’uso di creme nutrienti che permettano alla pelle di rigenerarsi!

Non tutti i disinfettanti sono uguali, ce ne sono di più nocivi per la pelle e alcuni hanno delle sostanze chimiche al loro interno che sono davvero pessime per la nostra salute! Nel caso dei disinfettanti la scelta da fare va in base al principio attivo disinfettante, essendo dei biocidi non hanno l’INCI come i cosmetici, la regolamentazione dell’etichetta è diversa. 

Il nostro consiglio, quindi, è di controllare sempre l’INCI se si vuole acquistare un igienizzante e di preferire i disinfettanti su base di alcol denaturato con isopropile (il meno aggressivo per la pelle) nel caso si voglia acquistare un biocida omologato e garantito. Come lo è per esempio il nostro DISINFECTS, che in più ha anche la Forma Bloom per proteggere al massimo la pelle.
Articolo di Stella Bellomo e Barbara Lupi

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