Insegnare ai bambini ad ascoltare il proprio corpo è uno dei doni più grandi che possiamo fare loro, perché il corpo parla continuamente, sempre. Attraverso sensazioni, tensioni, energia, fame, stanchezza, respiro, emozioni.

Ci sono bambini che dicono di avere mal di pancia prima di andare a scuola, bambini che diventano improvvisamente agitati, aggressivi o iperattivi quando in realtà sono stanchi o ancora bambini che si chiudono nel silenzio quando qualcosa li ferisce profondamente.

E poi ci siamo noi adulti, che spesso siamo cresciuti imparando a ignorare il corpo, a resistere, a “fare i bravi”. Nel caso dei maschietti facilmente hanno imparato a non piangere e a non sentire troppo, con conseguenze non sempre così interessanti… perché quando si cerca di negare emozioni e sensazioni queste agiscono comunque ad un livello più profondo portando tensioni e/o disequilibri che nel tempo possono diventare dei veri e propri sintomi.

Ma un bambino che impara presto ad ascoltarsi diventa, molto spesso, un adulto più consapevole, più stabile emotivamente, meno dipendente dall’approvazione esterna e più capace di riconoscere i propri bisogni profondi.

La parte più bella?
Non servono pratiche complicate, solo un po’ di pazienza, presenza e osservazione… Serve il coraggio di rallentare insieme.

Il corpo è il primo linguaggio del bambino

Prima ancora delle parole, i bambini comunicano attraverso il corpo.

Un neonato irrigidisce le gambe, trattiene il respiro, cambia espressione, si calma nel contatto. Tutto passa dal corpo. E in realtà continua a essere così anche crescendo.

Solo che, a un certo punto, molti bambini iniziano lentamente a scollegarsi dalle proprie sensazioni corporee.

Succede quando:

  • minimizziamo ciò che sentono (“non è niente”)
  • li distraiamo subito dalle emozioni
  • imponiamo ritmi troppo veloci
  • li abituiamo a ignorare fame, stanchezza o bisogno di pausa
  • premiamo la performance più dell’ascolto

Eppure oggi neuroscienze, pedagogia e neuropsicoimmunologia confermano qualcosa di fondamentale: il corpo non è separato dalla mente.

Le emozioni influenzano il sistema immunitario, lo stress cronico modifica il sistema nervoso e la capacità di percepire il proprio corpo aiuta la regolazione emotiva.

Il neuroscienziato Antonio Damasio, ad esempio, ha dimostrato quanto il corpo sia coinvolto nei processi decisionali ed emotivi. Le nostre sensazioni corporee non sono “disturbi” da ignorare: sono informazioni, e i bambini, se accompagnati bene, sanno ascoltarle in modo sorprendente.

Ascoltare il corpo non significa diventare ipersensibili

Questo è importante: insegnare ai bambini ad ascoltarsi non significa renderli fragili o iperprotetti, al contrario.

Significa aiutarli a sviluppare quella che oggi viene chiamata interocezione: la capacità di percepire i segnali interni del corpo.

Un bambino che sviluppa una buona interocezione:

  • riconosce prima stress e sovraccarico
  • comprende meglio le emozioni
  • ha maggiore autoregolazione
  • sviluppa più empatia
  • costruisce fiducia in sé stesso

È una competenza fondamentale per il benessere psicofisico e si costruisce nella quotidianità.

Il primo passo: smettere di correggere subito ciò che sentono

Quante volte, senza rendercene conto, interrompiamo l’ascolto corporeo dei bambini?

“Non hai freddo.”
“Non sei stanco.”
“Non puoi avere fame adesso.”
“Non è niente.”

Lo facciamo con amore e spesso per rassicurare. A volte invece ci è utile per velocizzare o per praticità, ma così facendo il messaggio implicito rischia di essere: “Non fidarti troppo di ciò che senti.”

Se vuoi cominciare a dare maggiore spazio al sentire di tuo figlio puoi iniziare semplicemente validando e accogliendo ciò che c’é con frasi del tipo:

“Capisco.”
“Fammi sentire.”
“Cosa senti nel corpo?”
“Secondo te di cosa hai bisogno?”

Queste domande aiutano il bambino a creare connessioni profonde con sé stesso.

Il felt-sense: insegnare ai bambini a sentire “da dentro”

Lo psicoterapeuta Eugene Gendlin parlava di felt-sense: quella percezione interna, difficile da spiegare a parole, che ci permette di “sentire” una situazione nel corpo.

I bambini sono naturalmente vicini a questa capacità.

La sentono quando:

  • dicono che un posto “non gli piace”
  • percepiscono tensioni tra adulti
  • si bloccano senza sapere spiegare perché
  • cercano improvvisamente contatto e vicinanza

Il problema è che spesso li alleniamo a uscire da questa sensibilità invece che ad ascoltarla.

Ora puoi scegliere di fare il contrario.

Un piccolo esercizio potentissimo: “Dove lo senti?”

Quando tuo figlio prova un’emozione intensa, evita subito spiegazioni lunghe o soluzioni.

Prova invece a chiedere: “Dove lo senti nel corpo?” Nel petto? Nella gola? Nella pancia? Non serve trovare la risposta “giusta”, il semplice fatto di portare attenzione al corpo aiuta il cervello emotivo a regolarsi.

Le neuroscienze mostrano che osservare e nominare le sensazioni corporee riduce l’attivazione dell’amigdala, la struttura coinvolta nelle reazioni di allarme e stress. In pratica: il corpo ascoltato si calma. Queste conoscenze sono le stesse alla base della Somatic Experiencing, una tecnica di risoluzione dei traumi utilizzata anche con i veterani. In questo caso il felt sense viene utilizzato per riportare equilibrio nel sistema nervoso autonomo. Puoi approfondire come funziona questa tecnica nell’articolo dedicato: La Somatic Experiencing: ritornare all’equilibrio e alla serenità

I bambini imparano soprattutto osservando noi

Questa forse è la parte più importante di tutte: se vogliamo insegnare ai bambini ad ascoltarsi, dobbiamo iniziare a farlo anche noi. 

Perché loro osservano continuamente il nostro rapporto con il corpo.

Vedono se ignoriamo sempre la stanchezza, se mangiamo senza fame, si accorgono se siamo tesi e viviamo in apnea, prendono nota se ci concediamo riposo ascoltando i nostri limiti e trattandoci con gentilezza o se ci mettiamo sempre all’ultimo posto e non riusciamo a dire di no…

Quindi,… ovviamente non serve essere perfetti, ma è sicuramente importante cercare di essere coerenti e autentici. Permettendoci anche dire: “Mi accorgo che oggi sono molto stanca, ho bisogno di rallentare un po’”, perché questa è educazione emotiva e corporea.

Movimento libero: una necessità biologica

Oggi molti bambini vivono in ambienti estremamente stimolanti mentalmente, ma poveri di movimento spontaneo, inoltre la tecnologia spesso prende il posto di un bel gioco all’aperto che risponde al bisogno del corpo di muoversi per autoregolarsi.

Saltare, rotolare, correre, arrampicarsi, dondolarsi, … sono tutti movimenti utili, non è “solo gioco” è anche sviluppo neurologico.

Il movimento aiuta:

  • integrazione sensoriale
  • regolazione del sistema nervoso
  • attenzione
  • coordinazione
  • gestione dello stress

La neuropsicoimmunologia mostra anche che il movimento regolare migliora la risposta immunitaria e riduce gli effetti dello stress cronico, per questo il corpo non va “calmato” sempre stando fermi, a volte il corpo si calma muovendosi.

Esercizio: la scansione del corpo per bambini

Puoi proporla la sera, prima della nanna. Con voce calma invitalo a:

  • chiudere gli occhi
  • sentire i piedi
  • poi le gambe
  • la pancia
  • il petto
  • le braccia
  • il viso

Chiedi: “C’è una parte stanca?” “C’è una parte rilassata?” “C’è una parte che vuole attenzione?”

Questo esercizio sviluppa consapevolezza corporea e aiuta il sistema nervoso a uscire dalla modalità di iperattivazione.

Fame, sazietà e fiducia nel corpo

Uno degli ambiti più delicati riguarda il cibo. Molti bambini nascono con una straordinaria capacità di autoregolazione alimentare, ma spesso gli adulti, inconsapevolmente, interferiscono.

“Finisci tutto.” “Mangia ancora un po’.” “Non puoi avere fame.” “Non puoi essere già pieno.”

Ascoltare il corpo significa anche imparare a fidarsi dei segnali interni di fame e sazietà. Naturalmente il genitore guida, propone, educa, ma può farlo senza scollegare il bambino dalle proprie percezioni, perché l’obiettivo è portare consapevolezza e ascolto di sé.

La calma non si impone: si trasmette

C’è una cosa meravigliosa che la scienza oggi conferma: i sistemi nervosi si influenzano reciprocamente, questo significa che i bambini “sentono” il nostro stato interno. Per questo, quando noi rallentiamo, respiriamo profondamente, ci regoliamo… anche loro trovano più facilmente calma e sicurezza.

Non sempre subito, ma succede. La co-regolazione è uno dei concetti più importanti della pedagogia moderna. Prima il bambino prende in prestito la nostra calma, poi, lentamente, impara a costruire la sua.

Un rituale semplice per iniziare subito

Puoi iniziare già oggi, magari stasera, prima di dormire: sdraiati accanto a tuo figlio e chiedigli: “Com’è stato oggi il tuo corpo?”

Forse ti sorprenderà, magari ti dirà: “La mia pancia era stretta.” “Le gambe erano felici.” “Il cuore andava veloce.”

E in quel momento starai facendo qualcosa di enorme, gli starai insegnando che il corpo non è un nemico da zittire, ma un alleato da ascoltare.

Crescere bambini connessi a sé stessi

Viviamo in una società che spesso spinge alla disconnessione: velocità, stimoli continui, performance, distrazioni, per questo educare all’ascolto corporeo è quasi un atto rivoluzionario, vuol dire crescere bambini che:

  • sanno percepire i propri limiti
  • riconoscono le emozioni
  • sviluppano intuizione
  • hanno maggiore presenza
  • costruiscono un rapporto più sano con sé stessi

E forse il regalo più bello è proprio questo: aiutarli a non perdere quella connessione profonda con sé stessi che da piccoli possiedono naturalmente, perché il corpo parla sempre.

La vera domanda è: riusciremo a insegnare ai nostri figli ad ascoltarlo… prima che il mondo insegni loro a ignorarlo?
Articolo di Barbara Lupi

Potrebbero interessarti anche gli articoli:

Piaciuto l'articolo? Lasciaci la tua mail per ricevere tanti consigli di benessere!

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la tua lettura di benessere. Trattiamo temi di salute, alimentazione, medicina alternativa, condividiamo consigli, ricette erboristiche, rimedi della nonna e portiamo una ventata di aria fresca con pensieri, frasi e riflessioni motivazionali. Infine, avrai modo di essere aggiornato su eventi, corsi e promozioni.

Ti sei iscritto con successo!

Pin It on Pinterest

Share This