C’è qualcosa che accade ai bambini quando entrano davvero in contatto con la natura.
Lo si vede nei loro occhi, nel modo in cui si muovono, nella qualità della loro attenzione. Si rilassano. Si espandono. Tornano spontaneamente curiosi.

Un bambino in un bosco, in un prato o sulla riva di un torrente non ha bisogno di essere continuamente intrattenuto. Non cerca necessariamente uno schermo, un gioco rumoroso o uno stimolo artificiale. Perché la natura, quando viene vissuta davvero, è già piena di possibilità.

Un sasso può diventare un tesoro.
Un bastone una bacchetta magica, una canna da pesca o il timone di una nave.
Le foglie diventano monete, ingredienti di una zuppa immaginaria, lettere segrete.

Ed è proprio qui che accade qualcosa di prezioso: il bambino smette di consumare gioco… e comincia a crearlo.

In un’epoca in cui l’infanzia è spesso iperstimolata, organizzata e riempita di oggetti, attività e tecnologia, il contatto con la natura torna ad essere un bisogno profondo, quasi biologico. Non solo per il corpo, ma anche per il cervello, il sistema nervoso, la creatività e il mondo emotivo dei nostri figli.

La natura regola il sistema nervoso

Oggi sappiamo grazie alle neuroscienze e agli studi sulla neuropsicoimmunologia che il contatto con gli ambienti naturali ha effetti profondi sul benessere psicofisico dei bambini (spoiler: anche degli aduli che li accompagnano!)

Il cervello umano non è nato per stare costantemente immerso in ambienti artificiali, rumorosi e saturi di stimoli. E quello dei bambini, ancora più sensibile e plastico, risente enormemente della qualità dell’ambiente in cui cresce.

La natura abbassa i livelli di stress, migliora l’attenzione, sostiene la regolazione emotiva e favorisce uno stato di calma vigile estremamente benefico per l’apprendimento. Hai presente quando un bambino, dopo essere stato all’aperto, sembra più tranquillo, più collaborativo, più presente? Non si tratta solo di una sensazione, diversi studi mostrano che il tempo trascorso nella natura aiuta a ridurre i livelli di cortisolo — l’ormone dello stress — migliora la concentrazione e sostiene persino il sistema immunitario.

Gli alberi, il terreno naturale, la luce solare, il colore verde, i profumi del bosco e i ritmi non artificiali dell’ambiente comunicano continuamente con il nostro sistema nervoso e i bambini questo lo sentono profondamente.

Un bambino non ha bisogno di mille giochi. Ha bisogno di esperienza

Negli ultimi decenni il mercato dell’infanzia ci ha convinti che per stimolare un bambino servano continuamente nuovi oggetti, giochi educativi, attività strutturate e intrattenimento, ma la realtà è che il cervello infantile cresce soprattutto attraverso l’esperienza diretta.

Toccare, sporcarsi, mescolare, costruire, osservare e inventare, queste sono le attività che sviluppano davvero connessioni neurali profonde.

Un gioco già preconfezionato spesso lascia poco spazio all’immaginazione: ha una funzione precisa, un modo corretto di essere usato, un obiettivo già definito.

La natura invece è aperta, invece di imporre suggerisce… e proprio per questo attiva il pensiero creativo in modo straordinario.

Un mucchio di pigne può trasformarsi in un mercato, in una famiglia di animali, in ingredienti per una cucina immaginaria o in pezzi per costruire un mandala.

Quando il materiale non è già “finito”, il bambino deve immaginare, progettare, trovare soluzioni. E questo è nutrimento puro per il cervello.

La noia creativa nasce soprattutto nella natura

Molti genitori oggi fanno fatica a vedere i propri figli annoiati e intervengono subito con proposte e intrattenimenti.
La natura, invece, ci insegna una cosa importante: non tutto deve essere riempito.

In un prato o in un bosco ci sono momenti in cui apparentemente “non succede niente”. Ed è proprio lì che il bambino inizia a creare, perché la noia, quando non viene anestetizzata continuamente, diventa uno spazio fertile. È nel vuoto che nasce l’iniziativa personale.

Un bambino che ha sempre bisogno di stimoli esterni rischia di perdere gradualmente la capacità di ascoltare il proprio mondo interno. Al contrario, un bambino che sperimenta tempi lenti e gioco spontaneo sviluppa autonomia, creatività e fiducia nelle proprie idee.

La natura favorisce tutto questo in modo spontaneo e potente.

Il corpo ha bisogno di movimento vero

Correre su un terreno irregolare, arrampicarsi, saltare nei fossi, stare in equilibrio su un tronco, raccogliere rametti: sono attività semplicissime ma incredibilmente importanti.

Il corpo dei bambini è progettato per muoversi in ambienti vari, non per passare ore fermo. Il gioco naturale stimola:

  • coordinazione
  • equilibrio
  • propriocezione
  • forza
  • motricità fine
  • consapevolezza corporea

Ma non solo, infatti, quando un bambino si muove liberamente nella natura, il cervello integra continuamente informazioni sensoriali complesse. Questo sostiene anche lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo. In altre parole: il movimento non serve solo “a sfogarsi”, ma anche a costruire il cervello.

Sporcarsi è sano

Terra, sabbia, foglie, acqua, fango,… ecc. sono elementi fondamentali per la salute e per il sistema immunitario umano!

Molti bambini oggi crescono in ambienti estremamente sterilizzati e passano pochissimo tempo a contatto con elementi naturali, eppure il microbiota — quell’insieme di microrganismi fondamentali per il nostro organismo — ha bisogno anche di questo contatto.

Gli studi mostrano che l’esposizione alla biodiversità naturale aiuta il sistema immunitario a maturare meglio, riducendo il rischio di allergie e squilibri immunitari, naturalmente con buon senso e sicurezza.

Lasciare che un bambino tocchi la terra, giochi nel fango o raccolga sassolini non significa che lo stiamo trascurando o che non siamo sufficientemente attenti, significa piuttosto permettere al suo organismo di dialogare con il mondo reale e spesso anche di rilassarsi profondamente.

Perché il contatto con gli elementi naturali regola il sistema nervoso molto più di quanto immaginiamo.

La natura insegna il limite e la pazienza

Un gioco elettronico dà una gratificazione immediata, la natura no.

Se pianti un seme devi aspettare, se costruisci una capanna devi impegnarti, se vuoi osservare una coccinella devi fermarti davvero. La natura educa lentamente a qualcosa che oggi stiamo perdendo: la capacità di stare nel processo.

Questo è un insegnamento profondissimo anche per il mondo emotivo.

I bambini che vivono esperienze autentiche nella natura sviluppano più facilmente capacità di osservazione, tolleranza alla frustrazione e attenzione profonda.

Non servono boschi perfetti o vite “da Pinterest”

A volte pensiamo che per offrire natura ai nostri figli servano grandi spazi, fattorie, scuole nel bosco o giornate perfettamente organizzate.

In realtà anche piccoli momenti quotidiani possono fare moltissimo: un pomeriggio al parco senza giochi strutturati o una passeggiata lenta, un cestino per raccogliere tesori naturali oppure una pozzanghera lasciata vivere senza fretta.
Insieme si può anche valutare di creare un balcone dove coltivare erbe aromatiche, magari addirittura partendo dagli scarti! Scopri qui come -> Orto urbano a partire dagli scarti

Quello che conta davvero è la qualità della presenza e il fatto di lasciare loro spazio, permettersi di rallentare e permettere al bambino di esplorare senza dirigere continuamente il gioco.

I giochi più ricchi sono spesso quelli più semplici

Paradossalmente, meno fa il gioco… più lavora il bambino.

I materiali naturali non hanno un’unica funzione e proprio per questo motivo aprono infinite possibilità.

Allora largo sfogo con Pigne, sassolini, bastoncini, foglie, ghiande, conchiglie, fiori secchi, acqua e terra, che sono strumenti straordinari per sviluppare:

  • immaginazione
  • capacità simbolica
  • concentrazione
  • motricità
  • autonomia
  • problem solving

Senza bisogno di luci, batterie o istruzioni.

Ricordiamoci che spesso sono proprio questi giochi semplici a restare nel cuore dei bambini come ricordi più vivi dell’infanzia.

Tornare alla natura significa tornare all’essenziale

Forse il punto più importante è proprio questo.

La natura non offre solo stimoli, offre un ritmo più umano, che comprende la giusta lentezza che lo rende più reale, un tempo di cui i bambini hanno profondamente bisogno.

Hanno bisogno di sole sulla pelle, vento sul viso, silenzi, movimento libero, esperienze vere. Hanno bisogno di annoiarsi un po’, di inventare, di costruire mondi con niente, perché è lì che nasce la creatività autentica, che cresce la fiducia in sé. È lì che il bambino scopre di poter creare qualcosa partendo da ciò che ha.

E forse, in fondo, anche noi adulti abbiamo bisogno di ricordarlo.

Articolo di Barbara Lupi

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