Cominciamo con una considerazione importante: il termine “zuccheri” fa riferimento a una classe di macronutrienti energetici che, dal punto di vista chimico, equivalgono ai carboidrati.
Quali sono le tipologie di zucchero?
Ci sono gli zuccheri semplici, quelli complessi detti anche amidi e quelli raffinati, che subiscono processi di lavorazione molto invasivi.
Le prime due classi sono utili e necessarie per il nostro metabolismo, mentre la terza, quella degli zuccheri raffinati è una classe di zuccheri che presenta la stessa struttura chimica degli zuccheri artificiali. Tramite un processo industriale, tali zuccheri vengono spogliati delle loro fibre, dei valori nutrizionali e fanno inoltre sì che l’organismo assimili il glucosio in maniera rapida.
Si sconsiglia l’utilizzo dello zucchero raffinato principalmente perché viene assorbito troppo rapidamente dall’intestino e questo ha delle conseguenze sul nostro organismo, che non tollera bene aumenti e abbassamenti rapidi di glucosio circolanti nel sangue (glicemia).
Inoltre, l’assimilazione di zuccheri raffinati richiede sempre una risposta straordinaria da parte del pancreas e un aumento di insulina che circola nel sangue. Questo provoca un conseguente abbattimento degli zuccheri nel sangue. Quest’altalena di picchi insulinici porta come risultato spossatezza e stanchezza mentale, con stati di nervosismo e diminuzione delle facoltà cerebrali come concentrazione, memorizzazione e apprendimento.
In una dieta sana e ricca di nutrienti sono da valutare gli zuccheri ad assorbimento lento, anche chiamati zuccheri “buoni”, ossia: la frutta (zuccheri semplici), le verdure, la frutta secca oleosa e i cereali (zuccheri complessi). Quest’ultimi sarebbe meglio non fossero troppo raffinati, tendenzialmente infatti, più un alimento subisce trasformazioni, meno risulterà ricco di sostanze nutritive benefiche per la salute.
Daltra parte, più l’alimento è integrale, minore è l’assorbimento degli zuccheri. La crusca, per esempio, è molto interessante da introdurre nella propria dieta perché limita l’assorbimento e accelera invece il transito intestinale.
Alcuni dolcificanti naturali
Questi che ti proponiamo, sebbene siano da fonte naturale, hanno comunque un impatto sul metabolismo e se assunti esageratamente possono provocare anch’essi obesità e problemi di sovrappeso.
Il malto:
Lo sciroppo di malto è ricco di vitamine e sali minerali fra i quali potassio, sodio e magnesio e si ottiene con la cottura in acqua del cereale maltato.
Il malto può essere di orzo, di riso, di mais e di frumento. Quello più dolce e quindi più simile allo zucchero bianco semolato è quello di mais.
Qualsiasi sciroppo di malto ha un potere dolcificante del 50/60 per cento inferiore rispetto allo zucchero semolato bianco, soprattutto perchè contiene un’alta percentuale di acqua.
Nel caso volessi usare il malto in sostituzione allo zucchero classico nelle tue ricette devi tener conto di questa proporzione: 100 g di sciroppo di malto corrispondono a 80 g di zucchero semolato.
Inoltre, ci saranno, utilizzando lo sciroppo, 25 ml di acqua in più che andrà eliminata da un altro liquido della ricetta o integrata con elementi secchi, come la farina.
Il miele:
E’ ricco in protidi, di minerali e di acidi organici. Ha attivita’ probiotica, antinfettiva intestinale, antinfettiva locale e antibatterica generale.
Lo sciroppo d’acero:
Contiene pochissimo saccarosio e inoltre contiene alcuni minerali come potassio, zinco, manganese, ferro e calcio.
Si tratta di un prodotto rimineralizzante ed energizzante e allo stesso tempo depurativo e drenante.
Un ottimo alimento per integrare una certa dose di antiossidanti che aiutano a combattere l’invecchiamento cellulare e migliorano il benessere della pelle. Lo sciroppo d’Acero inoltre aiuta il sistema digerente e quello intestinale.
La stevia:
E’ una piccola pianta perenne originaria del Sud America che dispone di un elevato potere dolcificante, molto superiore a quello dello zucchero, ed è per questo motivo utilizzata già da secoli dalle popolazioni locali.
L’assenza di calorie e di impatto glicemico sembrerebbe rendere questo prodotto anche un’ottima soluzione per i soggetti diabetici.


